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Persi 40 mila diportisti in 3 anni; Barracciu: mi impegnerò di più
notizia pubblicata 18 Settembre 2015 alle ore 15:00 nella categoria Cronaca

“Forse in passato ci siamo impegnati di più sul tema della direttiva Bolkestein per le concessioni balneari che sulle esigenze del settore della nautica su cui mi impegno ufficialmente a fare di più”. Lo ha detto il sottosegretario al ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Francesca Barracciu, in occasione del convegno “Turismo nautico ricchezza del Paese” organizzato dal gruppo dei deputati Pd alla Camera, durante il quale ha anche sottolineato che l’obiettivo sarà quello di “arrivare all’affermazione dei canoni demaniali pattuiti per riaffermare anche in quest’ambito l’equità e il buon senso”.

Secondo i dati dell’Osservatorio Nautico Nazionale, sono 40 mila i diportisti fuggiti dai porti italiani nel periodo 2011-2013, quello successivo all’entrata in vigore della tassa di stazionamento introdotta dall’allora governo Monti e dal giugno del 2013 attenuata per le imbarcazioni fino ai 14 metri di lunghezza. E “se questi diportisti tornassero nei porti italiani porterebbero 11.667 posti di lavoro in più e spenderebbero in totale (per la barca e in spese che ricadono positivamente sul territorio) 488 milioni di euro”. In lieve miglioramento i dati sui porti dal 2014: “i posti barca utilizzati sono in aumento dell’1,9%”, si legge nello studio dell’Osservatorio.