I musei di Calabria vanno online ma non senza polemiche

Adesso sul portale ‘Musei della Calabria’, interamente dedicato alla cultura e ai musei calabresi, si potranno ammirare reperti storici, artistici e culturali. Inoltre, sarà possibile visitare virtualmente 45 realtà che vanno dal Museo Nazionale di Reggio Calabria, che custodisce i Bronzi di Riace, al museo di Taverna con le opere di Mattia Preti. I reperti saranno consultabili anche attraverso una applicazione da scaricare sugli smartphone.   

La suddivisione dei musei è sia geografica, in base alla provincia in cui il museo si trova territorialmente, che tematica. I dati sono stati raccolti in un database e sono disponibili all’interno di uno spazio di ricerca condiviso sia per gli Enti, sia per i semplici fruitori del sito.
Scopo dell’iniziativa è creare una rete tra tutti i musei della regione dotandoli di infrastrutture tecnologiche e dando loro visibilità al di là del territorio calabrese con opportunità di sviluppo, ma anche quello di offrire sostegno al turismo culturale.

Al portale sono stati collegati altri progetti, come l’Atlante dei Beni Culturali della Calabria, dove sarà possibile trovare itinerari tematici suddivisi in: arte sacra, archeologici, arte moderna e contemporanea, specializzati, storici artistici, antropologici etnografici.   
Il progetto, iniziato nel 2007, è stato finanziato dal Centro nazionale per l’informatica nella Pubblica amministrazione (Cnipa) per favorire l’integrazione dei servizi erogati dalle amministrazioni centrali e locali nelle regioni del Mezzogiorno.

Ma non mancano le polemiche. “Ad essere chiari fin da subito, c’è solo una cosa da dire: il sito www.iresudcalabria.it è la dimostrazione evidente non solo di come sia possibile sperperare il denaro pubblico senza alcun beneficio, ma anche, e ancor di più, dell’assoluta mancanza di sensibilità culturale di chi mi ha preceduto, che di quel sito è l’artefice”. Ad  affermarlo Mario Oliverio, presidente della Giunta regionale calabrese.   

“Un sito – prosegue Oliverio – statico, incompleto, graficamente povero, privo di una ispirazione progettuale diversa dalla mera elencazione, e che presenta al pubblico, nazionale e internazionale, una immagine distorta e approssimativa della Calabria e del suo grande patrimonio storico e culturale. Se voleva, e doveva, essere il biglietto da visita della Calabria, quel sito è invece tale da provocare un effetto di fuga. Dico questo con molta sofferenza perché credo veramente che la cultura sia uno dei più potenti attrattori per il turismo e un volano per lo sviluppo economico. Proprio per questo, nella mia precedente esperienza amministrativa, mi sono adoperato per costruire la rete dei musei della provincia di Cosenza e darne una adeguata proiezione online (www.retemuseale.provincia.cs.it).

Chiederò ora agli uffici dell’amministrazione – sostiene ancora Oliverio – di ricostruire attentamente la procedura seguita negli anni scorsi, prima di tutto per capire cosa è successo, dove sono confluite le risorse economiche e poi per intervenire radicalmente ove ancora possibile. Una cosa è certa: il sito dei musei calabresi dimostra ancora una volta che questa Regione ha bisogno di assoluta trasparenza nella gestione amministrativa, di introdurre processi decisionali partecipati, di valorizzare le energie sociali e culturali che animano questa terra e che hanno voglia di esprimersi e di partecipare ad un processo collettivo di rinnovamento. Per tutte queste cose il web è uno strumento potente. Trattarlo con insipienza è il danno peggiore che si possa fare alla Calabria”.

 

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