Napoli, presepi chiusi a San Gregorio Armeno

Serrata dei “pastorai” contro la decisione di abbattere le bancarelle

A Napoli chiuse le bancarelle dell'arte presepiale di San Gregorio Armeno. E' partito tutto all'alba, con un blitz di 100 vigili urbani allo scopo di applicare un'ordinanza sindacale che prevede l'abbattimento di baracche e bancarelle abusive. La decisione non è andata proprio giù agli ambulanti della zona che hanno deciso di rispondere al blitz con una vera e propria serrata. "Da generazioni – ha spiegato un portavoce dei venditori ambulanti – allestiamo il mercatino di Natale pagando regolarmente al comune la tassa per l'occupazione del suolo. Quest'anno nonostante nostre sollecitazioni, le istituzioni non hanno consentito il rinnovo del permesso. Ma chi ci amministra deve capire che da queste bancarelle, da quanto riusciamo a vendere in questi pochi giorni, dipende l'economia e la sopravvivenza di decine di famiglie". Da qui la linea dura: ambulanti barricati dentro le loro baracche con la minaccia di darsi fuoco e attimi di tensione in via San Gregorio Armeno. Poi, un incontro ha calmato gli animi. I pastorai di San Gregorio Armeno, accompagnati dal presidente dell'Associazione Artigianato Presepiale, dopo essere stati ricevuti dall'assessore alla legalità, Luigi Scotti sono arrivati a una sorta di accordo. Si è, infatti, convenuto che, come da ordinanza emanata dal sindaco il 21 novembre scorso per la fiera natalizia di San Gregorio Armeno, l'Associazione di artigianato presepiale fornirà l'elaborato grafico con indicazione dei nominativi di riferimento al fine di consentire, al Servizio Commercio su Aree Pubbliche, di rilasciare le autorizzazioni agli operatori che ne hanno diritto. Il tutto entro le prossime 24 ore.

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