Inchiesta Aeradria: sequestrati 34mln e obbligo dimora ex vertici

Sequestri milionari nell’inchiesta sul fallimento Aeradria, la società che ha gestito fino al novembre del 2013 l’aeroporto ‘Federico Fellini’ di Miramare. Il nucleo di polizia tributaria delle Fiamme Gialle di Rimini ha notificato a 9 dei 34 indagati sequestri preventivi che raggiungono i 34 milioni di euro nell’ambito dell’operazione “Icaro”.

In particolare, i finanzieri hanno notificato l’obbligo di dimora nel comune di residenza all’ex presidente di Aeradria, Massimo Masini, al vice presidente Massimo Vannucci, all’ex presidente della società collegata Air, Alessandro Giorgetti, ad un commercialista e un contabile di Aeradria.

Notificati poi sequestri preventivi da 749mila euro ciascuno a 9 indagati ‘eccellenti’ per associazione per delinquere finalizzata alla truffa delle erogazioni pubbliche: il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi; l’ex sindaco, Alberto Ravaioli; gli ex presidenti della Provincia, Stefano Vitali e Nando Fabbri; il presiedente di Rimini Fiera, Lorenzo Cagnoni; Manlio Maggiori ex presidente della camera di commercio riminese e a Masini, Vannucci e Giorgetti per i quali oltre ai sequestri da 749mila euro si aggiunge quello derivante dal profitto delle bancarotte, di circa 9 milioni e mezzo.   

L’inchiesta era partita nel marzo del 2013, mesi prima che Aeradria venisse dichiarata fallita dal Tribunale nel novembre dello stesso anno. Ma il caso Aeradria ha origini più lontane perché è già nel 2001 che la Corte dei Conti di Bologna ravvisa possibili violazioni negli accordi tra la società e le compagnie aeree in particolare Ryanair per i cosiddetti “aiuti di Stato”. 

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