Federalberghi Rimini: arginare problema altrimenti è agonia

Di fronte all’emergenza legata alla diffusione del corona virus, “ad oggi è meglio fermarsi il tempo necessario, una settimana, dieci giorni. Chiudiamo tutto e arginiamo il problema ma ricominciamo perché muoversi a singhiozzo è una agonia, non sai mai domani cosa ti riserva”. Ad affermarlo Patrizia Rinaldis, presidente dell’Associazione Italia Albergatori-Federaberghi di Rimini, commentando il Dpcm che prevede, tra le altre cose, di evitare spostamenti in entrata e uscita nella regione Lombardia e in 14 province, compresa quella di Rimini, di Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Marche.

“Oggi l’emergenza più grande era capire e tradurre quel decreto – argomenta – è importantissimo raggiungere la sicurezza sanitaria e per farlo occorre anche comprendere bene come e cosa fare: le domande che mi arrivano dagli albergatori sono tantissime; adesso è stata licenziata una circolare per toglierci qualche dubbio ma occorre capire nella quotidianità in virtù di questo nuovo decreto cosa fare”.
In modo da fronteggiare le difficoltà economiche per il settore turistico riminese su cui pesano anche il sostanziale blocco delle gite scolastiche e il rinvio di diversi appuntamenti fieristici importanti. “Quello è un dato precedente – osserva Rinaldis -avevamo già fatto i conti con disdette totali. I danni li valuteremo, saranno ingenti, però dobbiamo ripartire. Siamo in una situazione in cui dal punto di vista della vivibilità a noi sembra tutto normale ma dal punto di vista sanitario no: sono due cose – conclude – che non vanno di pari passo”.

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