Marino sigla accordo con sauditi per restauri a Roma

Il viaggio in Arabia Saudita di Ignazio Marino, sindaco di Roma, ha fruttato un accordo con il principe Sultan bin Salman bin Abdulaziz. L'intesa prevede da un lato che la monarchia saudita insieme a privati costituisca un fondo con cui finanziare i restauri nella Capitale, dall'altro che l'amministrazione capitolina presti temporaneamente alcune opere dei musei di Roma per esposizioni nel regno.   
“L'accordo che abbiamo chiuso – sottolinea Marino – ha un grandissimo valore, ci consente di coniugare il 'fund raising' per la conservazione del nostro patrimonio culturale e di promuovere il marchio Roma in tutto il mondo. Mi auguro che l'intesa che stiamo formalizzando sia solo il primo tassello di una lunga e proficua collaborazione”. 
A Riad il sindaco ha consegnato al principe Abdulaziz un dossier contenente un elenco di monumenti ed aree archeologiche che il Campidoglio è intenzionato a valorizzare tramite il loro restauro. Tra queste, il Criptoportico alle Terme di Traiano, il Mausoleo di Augusto e la Cisterna delle Sette Sale.   
”Il viaggio in Arabia Saudita del sindaco è stata un’operazione internazionale e una grande opera di mecenatismo del sultano – commenta Flavia Barca, assessore alla Cultura di Roma Capitale – Il nostro patrimonio non è solo di Roma, ma del mondo intero. Viceversa quando le nostre opere usciranno dal Paese non bisogna nutrire timori, ma calarsi nella dimensione dell'arte che circola e diventa strumento di dialogo e avamposto della cultura della Capitale d'Italia all'estero. Si pensi solo che il Galata Morente alla National Gallery di Washington è stato visitato da 700 mila spettatori in 3 mesi. In cambio – conclude – Roma ha ottenuto che si svolgesse all'Ara Pacis l'unica tappa europea della mostra 'Gemme dell'Impressionismo', che ha totalizzato 120 mila visitatori, con un rilevante aumento di introiti per la soprintendenza capitolina”.

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