Mostra sul ‘Marchese del Grillo’ in occasione della Festa del Cinema di Roma

Una frase per fare entrare un film nel mito: «Mi dispiace, ma io so’ io e voi non siete un cazzo!». Fra i vari eventi che rendono più ricca, quest’anno, la Festa del cinema di Roma, dal 14 al 24 ottobre, c’è anche una grande mostra di fotografie. Sono immagini scattate sul set de “Il Marchese del Grillo”, il film di Mario Monicelli interpretato, memorabilmente, da Alberto Sordi nel doppio ruolo del marchese ribelle e burlone Onofrio e del carbonaio alcolizzato Gasperino. Film che, uscito nei cinema italiani il 22 dicembre 1981, sta per compiere quarant’anni.

Alla Casa del cinema di Roma in largo Marcello Mastroianni 1, negli spazi intitolati a Sergio Amidei e a Cesare Zavattini, sono esposte, tutti i giorni e fino al 10 novembre dalle 10 alle 20, sessanta immagini inedite. Sono gli scatti che, sul set e fuori dal set, realizzò il fotografo Enrico Appetito. Sordi lo chiamava «pittore», e quegli scatti li chiamava «I quadri di Appetito», per sottolinearne la bellezza, la cura figurativa, l’attenzione alla luce, al chiaroscuro. Alberto Sordi era ossessionato dalla qualità figurativa del film, al punto che sosteneva che lo spettatore dovesse sentire osservando la pellicola, ambientata all’inizio dell’Ottocento, persino «l’aria del tempo».

Non solo quindi il film della leggendaria frase «Io so’ io…» con quello che ne segue. Ma “Il marchese del Grillo” è una pellicola di grande raffinatezza formale, che nelle sue storie trova ispirazioni non solo in Giuseppe Gioachino Belli, ma anche nelle novelle arabe delle Mille e una notte, per non parlare di Boccaccio e Shakespeare. E non è un caso se la frase «Sor Marchese, è l’ora», che il frate dice sul patibolo a Sordi-Gasperino per condurlo all’esecuzione, è l’epitaffio che Alberto ha scelto per sé, per la propria tomba al cimitero del Verano, a Roma.

La mostra è curata da Tiziana e Claudia Appetito, ed è stata fortemente voluta da Giorgio Gosetti, direttore della Casa del cinema di Roma. L’archivio di fotografia e cinema di Enrico Appetito è un patrimonio inestimabile di immagini: raccoglie oltre due milioni di scatti, da oltre cinquecento film. Immagini dai film di Antonioni, Rosi, Lizzani, Ferreri, Bertolucci, Argento, Montaldo, Verdone, Germi, Bellocchio, e anche dai set di registi internazionali come Jean- Luc Godard e Costa Gavras.

Per chi volesse approfondire il tema in questi giorni è anche uscito il libro “S’è svejatoooo! Ricciotto racconta il Marchese del Grillo”, scritto da Giorgio Gobbi, che nel film fu Ricciotto, il servitore del marchese interpretato da Alberto Sordi.

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