Tassa di soggiorno, Savona ci riprova

Strumento per finanziare rilancio turistico della città

Rilanciare la città di Savona attraverso 2 linee direttrici: l’organizzazione di eventi e contenitori capaci di attrarre visitatori; una serie di interventi di manutenzione volti a migliorare la qualità urbana di Savona. È quanto prevede un progetto dell’amministrazione comunale per rilanciare il turismo in città. Entrambe le iniziative, però, sarebbero da finanziare, in tutto o in parte, attraverso la tassa di soggiorno. L’idea è nata dopo un incontro tra Paolo Apicella, assessore al commercio e alla viabilità, e alcuni rappresentanti di Confcommercio, come Umberto Torcello e Giovanni De Filippi.
Nel corso del vertice i rappresentanti di categoria hanno evidenziato le problematiche croniche del settore e chiesto alcuni interventi concreti da parte dell’amministrazione. L’ipotesi, accantonata in passato per le proteste degli albergatori, potrebbe essere riformulata per il prossimo anno, tentando di vincere le resistenze delle associazioni di categorie, timorose che un’eventuale tassa abbia un effetto boomerang sulle presenze in città.
Apicella sta lavorando su una tassa di scopo, cioè far pagare 50 centesimi o 1 euro al giorno, – a seconda della categoria della struttura ricettiva, ai clienti e destinare i ricavi a 2 grossi capitoli: il 50% all’organizzazione di eventi, l’altra metà a una serie di interventi di manutenzione straordinaria sul verde pubblico o sul decoro cittadino capaci di migliorare la qualità urbana di Savona e renderla più appetibile sul piano turistico.

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