In Molise il museo dedicato a Tony Vaccaro, il Robert Capa italiano

E’ conosciuto per le foto scattate in Europa nel 1944 e nel 1945 e in Germania subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Ma il suo nome è legato a scatti che riprendono i grandi del mondo, dal John Fitzgerald Kennedy a Picasso, passando da prime donne come Sophia Loren e Soraya. E’ il fotografo Tony Vaccaro, classe 1922, statunitense di origini molisane, (il padre, Giuseppe Antonio, era di Bonefro, in provincia di Campobasso) che, in questi giorni, l’Italia celebra con un museo. A Bonefro, ospitato nel palazzo Miozzi, la mostra inaugurata lo scorso agosto con suoi scatti diventerà infatti permanente. Per ora saranno presentati 80 scatti, soprattutto di guerra, anche se è prevista una rotazione tra le tante foto del maestro.

“E’ anche un grande italiano – ha spiegato il ministro per i Beni culturali e il Turismo Dario Franceschini che lo ha ricevuto al Mibact – a Bonefro è stata realizzata una mostra con i suoi scatti che diventerà un museo permanente arricchito da molte fotografie. Ci sarà anche una scuola di fotografia per tramandare la sua arte. E’ un omaggio ad un grande italiano, ma è anche un pezzo di quell’Italia minore che va valorizzata, come il Molise e come in particolare Bonefro”.

In Italia Vaccaro è un nome immeritatamente poco conosciuto, almeno finora. Molto amato negli Usa, in Francia ha ricevuto la Legion d’onore in occasione del 50/o anniversario dello sbarco in Normandia (lui c’era, e scattò celebri foto per cui molti lo accostano a Robert Capa). Al ministro il fotografo italoamericano ha portato in dono una delle sue immagini più note, quella di un soldato inginocchiato che dà un bacio a una bambina, circondato da un girotondo di giovani donne. 

editore:

This website uses cookies.