Israele, Ben Gurion aeroporto fantasma: migliaia di voli cancellati

Il Ben Gurion è un aeroporto fantasma. Da due giorni le compagnie aeree internazionali, Alitalia e Meridiana compresa, hanno deciso di sospendere i propri operativi sullo scalo di Tel Aviv, nonostante Israele abbia più volte detto che l’aeroporto, grazie ai suoi sistemi di controllo, sia sicuro. Sostenute in questa decisione dall’Agenzia federale americana dell’aviazione (Faa) e dall’europea Easa.    

Per capire come vive oggi l’unico scalo internazionale di Israele, basta vedere l’inusuale lunga fila di taxi in attesa agli arrivi. O le poche persone rispetto alla norma – quasi tutte in partenza o in arrivo con i voli El Al – che si aggirano nella grande, e modernissima, struttura di cemento e vetro. Sui tabelloni luminosi a prevalere è il colore rosso che indica i voli sospesi: uno dopo l’altro. Caffè e negozi sono quasi vuoti, ravvivati da pochi avventori, in genere gente dell’aeroporto in forzata inoperosità, o da alcuni manager stranieri in attesa di sapere se potranno partire o no. All’ingresso delle partenze le transenne che di norma sono affollate di persone in attesa dei ferrei controlli della sicurezza israeliana sono vuote. E gli impiegati quasi rassegnati a una situazione inattesa.

La sospensione ha spinto la compagnia El Al – che insieme ad Arkia e Israir continua regolarmente il proprio operativo – ad aumentare il proprio lavoro, anche per aiutare gli israeliani che all’estero sono rimasti a terra a causa della decisione delle compagnie Usa ed europee. Ma anche gli stranieri, impossibilitati a prendere i voli dal Ben Gurion. Intanto il ministero del Turismo israeliano ha aperto una ‘special situation room’ per offrire soluzioni ai viaggiatori fermi in  Israele. 

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