Animazione turistica: costi troppo alti, sopravvivenza imprese a rischio

La sopravvivenza delle oltre 400 imprese attive nell'animazione turistica in Italia è a rischio, a causa delle spese eccessive sostenute dalle aziende, dagli oneri burocratici ad un costo del lavoro reso insopportabile da un cuneo fiscale sproporzionato. A lanciare l'allarme è Fiast, l'associazione di categoria Confesercenti, riunita oggi a Roma in occasione dell'Assemblea nazionale. "L'animazione – spiega il presidente Salvatore Belcaro – mette a disposizione, nella sola stagione estiva, fino a 35mila posti di lavoro nei periodi di punta, considerando solo l'occupazione sul territorio italiano. Ma il settore è a rischio a causa di un costo del lavoro e del fisco eccessivo, che spinge già le grandi aziende di animazione ad aprire sedi all'estero per pagare meno, e dell'incertezza sull'inquadramento delle imprese. E' necessario, quindi, mettere ordine: c'è bisogno di  regole certe. Soprattutto, dobbiamo trovare soluzioni per garantire la regolarità fiscale  e contributiva delle imprese".
"Il turismo è una risorsa dell'Italia, di cui si parla molto ma per la quale, purtroppo, spesso si fa poco", ha sottolineato Armando Cirillo, responsabile Turismo del Pd, intervenendo all'assemblea. "Da parte nostra – ha concluso – c'è l'impegno ad approfondire la questione e ad intensificare gli interventi di risoluzione dei problemi che vive il settore, che rappresenta un'offerta di servizio chiave per lo sviluppo e la tenuta del turismo italiano".

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