sabato, 19 Settembre 2020

ADA: non escludere hotel manager dal tavolo su ripartenza alberghi

 

 

 

L’Associazione Direttori Albergo sollecita i vertici ministeriali e governativi, le istituzioni regionali e locali, le associazioni di categoria e tutti gli attori competenti in ambito turistico-alberghiero per riunire un tavolo di confronto al quale far sedere anche i protagonisti del quotidiano, i manager delle strutture. Un tavolo al quale portare preoccupazioni, idee di soluzione, pareri tecnici e punto di vista strategici. Per pianificare strategicamente l’applicabilità delle normative da decidere.

 “Se dobbiamo aspettare l’attivazione ufficiale della fase 2 per iniziare a ragionare sulle priorità – sottolinea il presidente nazionale Alessandro D’Andrea – noi saremo pronti a tornare al lavoro solo nella fase 3 o addirittura 4. Riteniamo quanto mai necessario che anche la nostra categoria venga chiamata attivamente al confronto perché serve e servirà tantissima programmazione per un settore, quello alberghiero, che è complicatissimo e le cui istanze sono sconosciute ai più. Sicuramente – anticipa già D’Andrea – la cosa certa è che serve un “Piano Paese” sia a livello normativo che di comunicazione e marketing, per progettare la ripartenza e la tenuta dell’industria turismo in Italia. Se lasciamo alle Regioni la possibilità di frastagliare le offerte e le norme di sicurezza, perdiamo tutti”. 

“Come direttori di albergo – aggiunge D’Andrea – abbiamo la responsabilità di garantire, da una parte i posti di lavoro dei dipendenti (con la consapevolezza che le nostre aziende ripartiranno con molta lentezza) e la loro sicurezza, dall’altra la sicurezza anche di clienti e collaboratori esterni di aziende partner. Aprire o riaprire un albergo, dopo il cambiamento epocale che subiranno le nostre abitudini di vita e di lavoro, non è assolutamente semplice. Non è come riaprire la porta di un ufficio e distanziare le scrivanie”. 

Ecco dunque le richieste di ADA:

IN MERITO AL RISCHIO DI FRAZIONAMENTO TERRITORIALE 

La ripartenza pone ovviamente l’attenzione primaria sui rischi sanitari. Nell’attuale organizzazione nazionale proprio la sanità e il turismo sono competenze demandate alle autonomie regionali

    • Il rischio che corriamo per il nostro settore è che, oltre ad esserci tempi di ripartenza diversi, ci siano anche regolamentazioni differenti tra le varie destinazioni
    • Questo creerebbe molta confusione e frammentazione per gli attori del turismo 

 

  • Diverse regole, diversi rischi e diverse opportunità agevoleranno una concorrenza incontrollata tra i territori, tra strutture, operatori e offerte. 

 

  • Inevitabile anche la confusione per l’utente finale che, già fortemente provato sul piano psicologico ed economico, dovrà orientarsi tra le diverse procedure di fruibilità, tra strutture e territori. 

 

IN MERITO AI COLLABORATORI

  • Bisogna snellire la gestione HR rendendo più fruibile la riorganizzazione delle mansioni, la gestione del nastro orario, l’accesso alla formazione interna ed esterna (es. cross training, formazione finanziata). Insomma, maggiore flessibilità a 360°
  • È necessario diminuire i costi contributivi per sostenere l’impatto della riduzione dei ricavi, potendo garantire le retribuzioni nette.
  • Auspichiamo l’estensione del FIS/CIGS almeno fino alla fine dell’anno, con un’attenzione particolare ai lavoratori stagionali e con maggiore accesso agli ammortizzatori sociali 
  • Molte attività negli Hotel saranno organizzate diversamente rispetto al passato (vedi F&B – M&C – SPA, Housekeeping) e dobbiamo ricevere con urgenza e anticipo indicazioni precise su come gestire i diversi ambiti operativi, per poter operare in regola e soprattutto in sicurezza sanitaria.

 

IN MERITO AI CLIENTI

  • La sicurezza del cliente deve trovare la sua totale applicazione dato che come Direttori di Albergo ne siamo responsabili.
  • Gli Ospiti di un hotel, anche se per un tempo limitato, vivono la loro vita nelle nostre strutture e dobbiamo garantire loro ogni genere di confort e di benessere, come se fossero a casa loro. Trattandosi di un’emergenza sanitaria è imprescindibile sapere e capire quali sono i limiti dentro cui poterci muovere per garantire loro la massima e più totale igiene senza correre rischi per la loro e la nostra salute.
  • Anche in questo caso è fondamentale ricevere linee guida, anche in ambito di sicurezza sanitaria, che siano chiare e univoche ma soprattutto che siano studiate affinché possano trovare applicazione all’interno di un Hotel e nei diversi tipi di Hotel.
  • La limitazione o la chiusura di alcuni servizi possono rendere una determinata struttura poco appetibile (Congress Hotel, Spa Resort, etc) rischiando di far perdere loro importanti quote di mercato.

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