La crisi dell’Aig dipende anche da chiusura dell’ostello di Roma

La crisi dell’AIG – Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù è la diretta conseguenza dell’indifferenza delle Istituzioni di Roma in particolare, oltre che del venir meno, finora senza possibilità di soluzione, del ruolo centrale dell’Ostello del Foro Italico già a partire dal 2010. La pensa così il presidente nazionale dell’Aig, Anita Baldi, secondo cui “il diminuire delle presenze negli ostelli italiani corrisponde ai numeri della crisi del turismo italiano di questi ultimi anni”.

“Roma – sottolinea Baldi – pullula di caserme abbandonate, vecchie scuole lasciate alle erbacce, antichi complessi industriali, per non dire di conventi, dimore, ville che cadono a pezzi e per il mantenimento dei quali non ci sono più soldi… Ma niente! Restano lì, inutilizzati, desolati.

L’AIG si sta battendo da anni per far fronte alla crisi che è crisi del turismo intero e del Paese, ma in assoluta solitudine, e purtroppo con sempre meno energie e sempre meno risorse, nonostante l’entusiasmo e l’idealità siano quelle di sempre. Sorprende, pertanto, – aggiunge – la dichiarazione della Fisascat, Cisl, Filcams, Cgil e Uiltucs, riguardo una “concausa” alla crisi, identificata nella mancata applicazione dell’accordo di rilancio siglato con le parti, con la dichiarazione sottintesa che ci sia colpa di cattiva gestione.

Insieme ai sindacati (che certo conoscono ogni più piccolo passo che stiamo facendo e ogni iniziativa per la ristrutturazione e lo sviluppo), insieme al personale, agli associati, a quanti hanno ancora a cuore il ruolo insostituibile degli Ostelli italiani e del mondo, rinnoviamo dunque l’appello alle Istituzioni per superare l’indifferenza e trovare una soluzione che è a portata di mano: il nuovo Ostello (o magari anche più d’uno) di Roma, l’unica capitale europea che ne è vergognosamente priva. Confidiamo, anche per questo, nel tavolo che da qualche settimana è stato attivato al ministero dello Sviluppo Economico e nei contatti costanti con il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali”.

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