Consiglio Stato prova a dirimere caso su nomine direttori stranieri nei musei

Focus anche sui direttori stranieri dei musei italiani durante l’adunanza plenaria del Consiglio di Stato. In particolare, la questione riguarda la possibilità di partecipare alla selezione per il conferimento dell’incarico di direttore anche per i candidati che non abbiano la cittadinanza italiana, ma quella di un altro Paese Ue.

L’adunanza plenaria, presieduta dal Presidente del Consiglio di Stato Alessandro Pajno, e composta dai 4 presidente titolari delle Sezioni giurisdizionali e da 8 Consiglieri (in totale 13 componenti) ha il compito di dirimere controversie che per loro natura, come in questo caso, possono dare adito a contrasti giurisprudenziali rilevanti.

Al centro della vicenda c’è in particolare la nomina di Peter Assmann a direttore del Palazzo Ducale di Mantova, che a seguito del ricorso di uno dei partecipanti alla selezione per questa posizione, era stata prima impugnata di fronte al Tar del Lazio, che in parte aveva dato ragione al ricorrente, e poi era arrivata al Consiglio di Stato dopo l’appello del Mibact.

A febbraio la VI sezione, nell’esaminare il caso, ha rilevato un contrasto giurisprudenziale. Una precedente sentenza del 24 luglio 2017, infatti, “ha ritenuto che l’attività di direttore del museo statale non potrebbe intendersi riservata a cittadini italiani e che sarebbero di per sé legittimi gli atti che hanno consentito la partecipazione di cittadini italiani dell’Unione e la loro nomina tra i vincitori”. I giudici della VI sezione, invece, propendono per una “interpretazione diversa” che si richiama al regolamento emanato con il Dpcm 171 del 1994, “mai successivamente abrogato” che richiede “imprescindibilmente la cittadinanza italiana per il conferimento di incarichi di livello dirigenziale”. E’ questo ‘nodo’ che la plenaria dovrà sciogliere con la sentenza che arriverà nei prossimi giorni.

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