Cresce anche in Italia il turismo dell’arte cimiteriale

I cimiteri italiani non sono solamente luoghi per accogliere i defunti, ma rappresentano anche la memoria della collettività e custodiscono molte opere artistiche, talvolta sembrando veri e propri musei a cielo aperto. A tal proposito, qualche settimana il ministero dei Beni Culturali ha previsto la creazione di un Atlante dei cimiteri monumentali e del turismo della memoria.

Secondo un’indagine condotta da Jfc, questa tipologia di turismo, già parecchio diffusa all’estero, sta diffondendosi anche in Italia.

Nel 2016 si stima saranno 102mila i visitatori complessivi nei 90 cimiteri italiani di interesse turistico: un dato in forte crescita, con un incremento, nell’ultimo triennio, del +55,9%. Un altro elemento è quello del livello d’internazionalizzazione, anch’esso raddoppiato nel triennio, passando dal 13,2% al 24,1%. Cultura e architettura, visite a personaggi storici e ricerca interiore sono i fattori che sostengono l’incremento del fenomeno.

Ma i cimiteri di potenziale interesse turistico, secondo lo studio di Jfc, in Italia sono quasi più del doppio dei 90 che attualmente offrono anche servizi e circuiti per i visitatori, o posseggono le caratteristiche per avviare immediatamente questo percorso: sono infatti 192 quelli che potrebbero attrarre visitatori e sono localizzati in prevalenza in Toscana (13% del totale nazionale), in Sicilia (10,4%) e in Emilia Romagna (9,9%). Poi, ancora, in Piemonte (8,3%), Lazio e Lombardia (rispettivamente con il 7,3% del totale nazionale).

Riguardo ai personaggi famosi, l’interesse principale è concentrato sulle tombe di musicisti e cantanti con il 32,7% delle visite, ci sono poi quelle di poeti e scrittori (21,9%), di artisti e pittori (12,4%), di registi e attori (9,5%) ma anche di politici e statisti, sportivi e industriali. Un discorso a parte va fatto per i numerosi cimiteri acattolici italiani, da Livorno a Roma, da Firenze a Bagni di Lucca o Sanremo. Sono infatti questi i più visitati dagli stranieri: americani, inglesi, tedeschi, norvegesi, ma anche danesi, francesi e australiani frequentano questi cimiteri per un fattore culturale legato, però, sempre ai personaggi che riposano in questi luoghi. Basti pensare che il solo cimitero degli Inglesi di Firenze ospita ben 1409 tombe di personaggi e autorità di 16 diverse nazioni.

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