Dagli Usa allarme per 80 siti archeologici nel mondo

Molti rischiano di sparire soprattutto in Asia. Salvarli significa guadagnare 100 mld

Sono più di 80 i siti archeologici nei paesi in via di sviluppo che rischiano l'estinzione a causa di incuria, cambiamenti climatici o sfruttamento. L'allarme viene dal Global Heritage Fund, ong statunitense che li ha classificati sulla base dell'urgenza degli interventi e li ha messi su una mappa interattiva a disposizione di esperti e istituzioni. Tra i siti più in pericolo, indicati con un contrassegno rosso mentre quelli un po' meno a rischio sono gialli e verdi, molti riguardano resti dell'antica Roma: si va dalla città turca di Allianoi, che ospita i più grandi bagni dell'Asia minore, all'anfiteatro di Durres, in Albania, il maggiore dei Balcani. In pericolo ci sono molti siti in Asia, come il minareto di Jam in Afghanistan minacciato dalla guerra o il tempio Khmer di Preah Vihear in Cambogia, ma anche in Sudamerica, come le piramidi peruviane di Pachacamac, danneggiate seriamente dall'inasprirsi degli effetti della corrente El Nino. Eppure secondo gli studiosi, salvare e soprattutto sviluppare le aree archeologiche in difficoltà porterebbe a 100 miliardi di dollari di incassi provenienti dal turismo.

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