Droni e satelliti per tutelare le bellezze dell’Italia

La tutela del patrimonio paesaggistico italiano in un futuro non troppo lontano passerà da droni, satelliti e aerei. Parola di Finmeccanica che al convegno ‘La grande bellezza del paesaggio italiano’, promosso da Cnr a Expo, ha annunciato quali sono le nuove tecnologie che potranno essere utilizzate a questo scopo.

Durante l’incontro storici, ricercatori, architetti e scienziati, insieme alla sottosegretaria al ministero dei Beni Culturali, Ilaria Borletti Buitoni, si sono confrontati sul passato, il presente e gli scenari futuri del nostro patrimonio, sempre più minacciato da inquinamento, abusivismo edilizio, ecomafie e dissesto idrogeologico.    

“Con droni e satelliti – ha spiegato Lorenzo Fiori di Finmeccanica – siamo in grado di effettuare da remoto telerilevamento, elaborazione dati e pianificazione degli interventi”. L’uso di tecnologie non invasive, come ad esempio l’interferometria radar, permette di rilevare microspostamenti del terreno su ampie aree di territorio. L’imaging iperspettrale permette di rilevare la ‘firma spettrale’ dei materiali osservati a distanza, individuandone l’esatta composizione. Sono tecnologie che “permettono di ridurre notevolmente i costi – ha sottolineato Fiori – e di portare avanti compiti di routine programmabili in aree dove, altrimenti, un equipaggio correrebbe rischi di vario tipo”.   

“La tecnologia – ha concluso Borletti Buitoni – facilita il lavoro congiunto di ministeri come quelli dell’Ambiente e della Cultura e permette di gestire in modo più efficiente le risorse. Può dare quindi un contributo enorme alla tutela del nostro territorio”.

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