Franceschini: entro 6 mesi gara biglietteria unica per tutti i musei

Dalle biglietterie ai bookshop, dalle audio-guide alla didattica, dalle caffetterie al facchinaggio: sui servizi aggiuntivi dei musei “esistono gravi distorsioni che vanno corrette” e un “grande ritardo rispetto agli Paesi europei”. A dirlo è il ministro Dario Franceschini che ha presentato il piano per i servizi aggiuntivi dei musei statali in collaborazione con la Consip, società dello Stato che gestisce le gare.

L’attesissima mini-rivoluzione sarà divisa in tre parti e i bandi per le assegnazioni dovrebbero partire – almeno per le prime due – entro 6 mesi. Il primo settore riguarda i “servizi gestionali”: pulizia, manutenzione, call center, reti informatiche, guardaroba e facchinaggio.

La seconda novità è un servizio di biglietteria nazionale con prenotazioni e prevendite per tutti i musei e le aree archeologiche che magari potrebbe dare la possibilità di acquistare più di un ingresso in più luoghi oppure di attivare degli extra salta-coda visto che spesso i turisti hanno tempi molto stretti.   

Più laborioso il terzo settore, che riguarda i “servizi culturali” legati a ogni singolo museo e che partirà comunque, assicura il ministro, entro l’anno: il noleggio delle audio-guide, i bookshop, i laboratori, le visite guidate, gli spazi per mostre ed eventi, le caffetterie. In questo caso, dato che ci sono grandi differenze da un museo a un altro, verranno bandite gare per ciascuna struttura.    

Intanto, sulla scorta dell’esperienza francese, dove la società statale ad esempio concorre con le strutture private, Franceschini non esclude che anche in Italia in futuro “lo Stato decida di gestire direttamente i servizi aggiuntivi”. “Oggi però – precisa – non ci sono le condizioni perché all’interno del ministero non c’è una struttura in grado di gestire in modo moderno e efficiente queste attività”.   

Franceschini precisa che si sta lavorando per avvicinare i 400 musei statali agli standard internazionali, avere maggiore trasparenza ed efficienza e alla fine ottenere ricavi più importanti di cui “lo Stato ha un gran bisogno. Attualmente tra bookshop e servizi aggiuntivi allo Stato – conclude il ministro – arriva solo il 30% dei ricavi, mentre il 70% resta ai concessionari privati. E’ ora di cambiare”.

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