Italia avvia messa in sicurezza del Siq di Petra

Il via libera al progetto contestualmente alla visita di Napolitano in Giordania

Si è appena conclusa la vista del presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano in Giordani. Oltre ad aver incontrato Re Abdallah II, Napolitano ha avuto modo di conoscere anche il ministro delle Antichità e del Turismo, Nayef Al-Fayez (fino a pochi mesi fa direttore generale del Jordan Tourism Board) che lo ha scortato nel corso della visita ad alcune tra le principali attrazioni giordane, quali la Cittadella di Amman e Petra.
Intanto si fanno sempre più stretti i legami anche economici che uniscono i due Paesi: in concomitanza con il soggiorno in Giordania di Napolitano, è stato dato il via libera al progetto della messa in sicurezza del Siq di Petra, grazie ad un accordo stipulato dal ministro del Turismo Al-Fayez e dal direttore dell'ufficio Unesco (da cui Petra è stato nominato Bene dell'Umanità nel 1985), Anna Paolini, alla presenza del Ambasciatore italiano Francesco Fransoni.
Il progetto preso in carico proprio da una ditta italiana prevede l'individuazione e il monitoraggio delle aree instabili di tutto il sito e successivi interventi di consolidamento: Petra sorge in un'area ad elevato rischio naturale e geologico ed è costantemente minacciata da eventi quali terremoti, inondazioni e frane. Particolarmente delicata è la situazione del Siq, lungo circa 1,2 chilometri e unica via d'accesso alla città, costantemente sorvegliato a causa del rischio di caduta massi. Il progetto italiano prevede la realizzazione di un sistema di controllo in grado di rilevare i movimenti della zona e l'individuazione di strategie sostenibili per la mitigazione dei rischi.

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