Letta e Bray: ecco il decreto cultura. A breve anche sul turismo

Fondi per i siti e dal 2014 gli introiti dei musei resteranno al Mibac

Soldi per i musei, occasioni di lavoro per 500 giovani laureati e un soprintendente speciale e un direttore manager per Pompei. Arriva con decreto a un passo dal ferragosto la rivoluzione culturale di Bray e Letta. La cultura, assicura il premier Enrico Letta, "è una priorità". Mentre sottolinea che da affrontare c'è anche il discorso sugli interventi dei privati. Accanto a lui il ministro Massimo Bray sorride: "Erano quasi 30 anni che il governo non dedicava un intero decreto alla cultura". E Bray ha annunciato a breve importanti provvedimenti anche per il turismo".
Il testo completo del provvedimento ancora non c'è, si sa solo che dopo settimane di riunioni convulse e trattative sui diversi fronti, tira, lascia, sistema, il pacchetto è stato approvato dal consiglio dei ministri, con il responsabile dell'economia Saccomanni che avrebbe assicurato la copertura. "Ora occhio al Parlamento", avverte la Uil dei beni culturali. Di certo il percorso per la conversione in legge è un passaggio delicato.   
I capitoli del provvedimento comunque sono tanti, con interventi annunciati dal cinema alla lirica, dai teatri alla musica, Pompei, i musei. E non mancano iniziative di grande impatto, come quella che prevede di coinvolgere 500 laureati under 35 in un programma straordinario di inventariazione e digitalizzazione che dovrebbe partire dalle regioni del Sud, Puglia, Campania, Calabria e Sicilia. O come l'idea di replicare l'esempio francese di '59 Rivoli' affidando in gestione a giovani artisti (sotto i 35 anni) una serie di spazi statali e demaniali sulla base di bandi pubblici a rotazione semestrale.   
E ancora 14 milioni per grandi progetti legati a musei. In pratica un aiuto di 8 milioni per il cantiere dei Nuovi Uffizi (per finire i lavori ne mancano 38), 4 milioni per sbloccare i lavori del Museo della Shoah di Ferrara e altri 2 milioni per rimpinguare il fondo emergenze del Mibac ormai quasi svuotato. Ma la vera rivoluzione è che dal 2014 i soldi dei biglietti dei musei e i proventi del merchandising (che ora tornavano al Tesoro) rimarranno tutti al ministero che avrà anche più libertà per gestire i fondi interni al Mibac per gestire al meglio le aperture museali.  

 

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