Nella riforma Franceschini anche un cda per i musei

Non solo un direttore dotato di poteri dirigenziali e autonomia finanziaria e amministrativa. Secondo quanto si legge nel testo del decreto di riforma del Mibact firmato dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, i venti istituti dotati di autonomia speciale potranno avere con successivi decreti anche un amministratore unico o un consiglio di amministrazione “in affiancamento al soprintendente o al direttore, con specifiche competenze gestionali e amministrative in materia di valorizzazione del patrimonio culturale”. E questo, viene fatto notare, sul modello degli attuali poli museali e delle soprintendenze speciali.  

Quanto all’incarico del direttore dirigente di prima fascia (previsto dal decreto per Galleria degli Uffizi, Pinacoteca di Brera, Reggia di Caserta, Gallerie dell’Accademia di Venezia, Museo di Capodimonte, Galleria Nazionale d’arte Moderna e contemporanea di Roma, Galleria Borghese, nonché per le due soprintendenze archeologiche speciali di Pompei e Roma) può essere conferito – secondo quanto si legge nel testo – con procedura pubblica, per una durata da tre a cinque anni a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale in materia di tutela e valorizzazione dei beni culturali e in possesso di una documentata esperienza di elevato livello nella gestione degli istituti e dei luoghi di cultura, comunque nei limiti delle dotazioni finanziarie destinate a legislazione vigente al personale dirigenziale del ministero”.  

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