Alitalia, arriva Hogan: domani l’incontro con i sindacati

Slitta l’avvio della mobilità per i primi dipendenti di Alitalia coinvolti nella procedura di uscita dall’azienda: pensionabili e volontari. La messa in mobilità, che sarebbe dovuta scattare lunedì 15 settembre è stata infatti spostata al 26: lo hanno deciso azienda e sindacati per far fronte all’accelerazione delle domande da parte dei volontari e anche per gestire tutta la documentazione dei pensionabili. Finora hanno manifestato la volontarietà ad uscire a fronte di un incentivo (per i volontari che scelgono di andare in mobilità, pur senza avere i requisiti per la pensione, è prevista un’una tantum di 10 mila euro) circa 200 persone tra piloti, assistenti di volo e personale di terra. Sul fronte dei pensionabili, invece, circa 70 hanno i requisiti pensionistici; e circa 160, considerata anzianità e contributi, potrebbero maturare i requisiti. Complessivamente, quindi, circa 450 dipendenti che dal 26 settembre potrebbero uscire dal perimetro aziendale. Ci sono inoltre al momento 90 lavoratori tra tecnici e piloti che hanno presentato domanda per essere collocati in Etihad.   

Intanto Etihad si prepara a riprendere il lavoro con il partner italiano. Dopo circa un mese dalla firma dell’accordo, il ceo della compagnia degli Emirati, James Hogan, come promesso, torna questa settimana a Roma per una serie di incontri. Nella sua agenda è già segnato l’appuntamento di giovedì 11 settembre con i sindacati, ai quali ha scritto via e-mail di volersi presentare. Ma incontrerà anche rappresentanti del Governo, tra cui il ministro dei trasporti Maurizio Lupi, e i dipendenti della compagnia. Non è escluso che si veda anche con Luca Cordero di Montezemolo, in pole position per diventare il futuro presidente della nuova Alitalia. La designazione del nuovo presidente, tuttavia, è rimandata al nuovo cda, che verrà costituito dopo il closing dell’operazione (per il quale manca il via libera dell’Ue). 

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