De Micheli alla Camera: Alitalia nelle mani dello Stato a tempo, si cercano partner

La newco per la nuova Alitalia pubblica è pronta a partire. Ma il ritorno della compagnia nelle mani dello Stato non sarà a tempo illimitato: la prospettiva è infatti quella di trovare un partner industriale che ne accompagni la crescita. Improbabile che vengano ripescati i due soggetti (UsAerospace e Synergy di German Efromovich) che si sono fatti avanti nel recente passato, fa capire la ministra dei trasporti Paola De Micheli, che in audizione alla commissione Trasporti della Camera, spiega che per una delle proposte di acquisto “non ci è noto quali siano i soggetti che compongono la società, per l’altra il titolare dell’azienda ci risulta essere attualmente in condizione di restrizione delle libertà personali”.

Intanto il vero banco di prova sarà la stesura del Piano industriale, che il Governo vuole “ambizioso”, con l’obiettivo primario di salvaguardare i livelli occupazionali. In audizione alla commissione Trasporti della Camera la ministra annuncia che l’atteso decreto interministeriale per la costituzione della nuova società è stato inviato in questi giorni ai ministri competenti (oltre a De Micheli i titolari del Tesoro, Sviluppo economico e Lavoro) per le firme. Dopodiché seguirà la registrazione e a quel punto la newco sarà realtà.

La nuova società, che avrà una dotazione iniziale di 20 milioni (mentre la dotazione finale della compagnia sarà di 3 miliardi), opererà in “assoluta discontinuità” con la vecchia, chiarisce la ministra: discontinuità garantita dalla struttura societaria, ma anche dal rinnovamento della flotta, la revisione della strategia di mercato e un nuovo approccio ai partner commerciali.

Con il decreto diventeranno anche ufficiali i nuovi amministratori, scelti a fine giugno ma rimasti finora solo designati: Francesco Caio e Fabio Lazzerini. A loro, attesi oggi in audizione alla Camera, spetta la sfida più delicata, quella di mettere a punto il piano industriale, che per legge va completato in 30 giorni e su cui seguirà un confronto con il Parlamento e con l’Ue.

Dovrà essere “un piano ambizioso con un arco di sviluppo di 5 anni, quando ragionevolmente la ripresa del settore sarà realmente compiuta”, sottolinea De Micheli, che evidenzia anche un’altra priorità, l’occupazione: il tema è “in cima alle nostre preoccupazioni” e per questo il mandato che il Governo ha dato agli amministratori è chiaro, “salvaguardare i livelli occupazionali”, spiega la ministra, che chiederà anche all’Europa “di sostenerci” in questo percorso. La verifica ci sarà quando saranno resi noti i numeri della flotta e del personale, cioè al termine di questo percorso di 30 giorni dopo la costituzione della newco: la ministra si limita a confermare che “l’obiettivo della dimensione aziendale è di oltre 100 aerei”, mentre il personale, “mano a mano che si inietteranno nuovi aerei, verrà richiamato”, con la garanzia che questo percorso non sarà “traumatico” per chi inizialmente resta fuori.

Le parole della ministra, tuttavia, deludono i rappresentanti dei lavoratori, con l’Usb che, preoccupata dall’ “ulteriore slittamento”, si prepara alla mobilitazione e i piloti e assistenti di volo riuniti nell’Fnta che non vedono novità: la vera discontinuità – dicono – è un “piano industriale solido”.

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