La nuova Alitalia mini: 45-48 aerei in flotta e 5 mila dipendenti

Sarà ancora più mini la nuova Alitalia che prova a decollare. Visti i ritardi accumulati e le previsioni non rosee sulla ripresa del traffico aereo, la newco Ita ha messo mano al piano industriale, ridimensionando ulteriormente i numeri già dimezzati rispetto alla vecchia compagnia annunciati due mesi e mezzo fa.

La flotta, inizialmente di 52 aerei, dovrebbe scendere a 45-48 aerei (l’asticella potrebbe fermarsi a 47) e di conseguenza, i 5.200-5.500 dipendenti previsti in un primo tempo dovrebbero scendere in un range tra 4.500 e poco più di 5 mila (dagli attuali 10.500). Numeri che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbero anche subire ulteriori riduzioni, tanto che circola l’ipotesi che si arrivi a 44 velivoli e circa 3 mila dipendenti. Viste le dimensioni ridotte, inoltre, si prevede che per l’avvio possano servire risorse pubbliche per circa 2 miliardi, mentre il resto dei complessivi 3 miliardi serviranno a completare il piano.

L’aggiornamento del business plan è stato al centro di una riunione del consiglio di amministrazione di Ita. L’obiettivo è fare presto, in modo da non lasciarsi sfuggire la stagione estiva, con l’avvio della nuova compagnia almeno per maggio-giugno. Tutto dipende da quando arriverà il via libera dell’Ue, per il quale potrebbero servire un paio di mesi.

Il vero nodo sul tavolo ora è la modalità con cui avverrà il passaggio degli asset dalla vecchia alla nuova compagnia. Su questo è focalizzata l’attenzione della Ue che da mesi chiede una reale discontinuità. Il governo sta cercando di stringere e dopo le due riunioni di sabato e di lunedì con il presidente del consiglio Mario Draghi, i ministri coinvolti nel dossier (Daniele Franco del Mef, Giancarlo Giorgetti del Mise, Enrico Giovannini delle Infrastrutture e Andrea Orlando del Lavoro) potrebbero riaggiornarsi a breve, quasi sicuramente prima della call fissata per venerdì 5 marzo con la commissaria Ue Vestager.

L’ipotesi che al momento sembra più percorribile, anche perché più rapida rispetto ai 4-5 mesi necessari per una gara, è la cessione della sola parte aviation con trattativa diretta oppure attraverso la cessione al Mef (e poi dal Mef a Ita). Gli altri asset, handling e manutenzione, prima della messa a gara insieme alla Loyalty, potrebbero all’inizio essere oggetto di contratti di servizio tra l’amministrazione straordinaria e Ita, garantendo allo stesso tempo un po’ di ossigeno alla vecchia compagnia. Casse che ora sono quasi vuote e attendono ancora l’ok Ue all’ultima tranche dei ristori Covid.

editore:

This website uses cookies.