Meno voli e aerei, ecco il piano di Delta per cambiare Alitalia

Stringere la cinghia per tre anni, con un piano di tagli che riguarda aerei, collegamenti e personale, e poi dal 2023 una fase di rilancio, si spera a condizioni finanziarie migliori. Sarebbe questo l’approccio che Delta Air Lines avrebbe proposto a Ferrovie dello Stato per rilanciare Alitalia secondo quanto apprende il Corriere della Sera.

Il piano della compagnia americana prevede tagli sul lungo raggio, con la cancellazione della Roma-Johannesburg, tratta avviata nell’aprile 2018 attualmente in perdita, anche se gli esperti fanno notare che ci vogliono due-tre anni prima che un collegamento inizi a essere profittevole. Inoltre, Delta avrebbe chiesto anche lo stop delle attività verso Santiago del Cile e sul corto raggio l’eliminazione dei voli da Napoli, Firenze e Pisa verso l’hub di Fiumicino che potrebbero essere sostituiti dai Frecciarossa. A questo si dovrebbero aggiungere una sforbiciata ad altre rotte in Europa non profittevoli, a causa soprattutto della concorrenza di Ryanair ed easyJet  e la riduzione delle frequenze sulla navetta Roma-Milano Linate ritenute troppe. Allo stesso tempo la bozza prevede l’estensione del network negli Usa e più rotte nell’Europa dell’Est.

Nel piano Delta ipotizza anche la dismissione dei due Airbus A330 più vecchi (hanno 19 e 20 anni) e la restituzione dell’unico Boeing 777-300ER, utilizzati per i collegamenti intercontinentali. Gli statunitensi avrebbero proposto di mettere a terra anche i 15 Embraer E175 della divisione regional CityLiner (per i voli soprattutto nazionali) e si sarebbero detti disposti a investire circa cinque miliardi di dollari dal 2023. La nuova Alitalia ripartirebbe così con 99 aeromobili (dagli attuali 117) o al massimo 102.

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