Ryanair conquista il Marocco ma è polemica su aiuti di stato

Polemica sulla presenza in Marocco di Ryanair, primo vettore low-cost che è riuscito ad accedere al mercato interno del Paese nordafricano. La compagnia irlandese si è impegnata a garantire 11 collegamenti tra nove aeroporti del Marocco, tra cui anche Errachidia, ultimo scalo utile per chi voglia raggiungere il deserto del Sahara. Un programma importante, in vista della Coppa d’Africa del 2025 e della Coppa del Mondo del 2030. Il primo volo da Marrakech a Tetouan è partito il 31 marzo, e a una settimana di distanza Ryanair deve fare i conti con l’accusa di richiedere pagamenti in euro invece che in dirham, la moneta locale, e con il sospetto di aver ottenuto aiuti finanziari dal governo, attraverso l’Ufficio nazionale del Turismo.

Il ministero del Turismo si è visto costretto a smentire aggiungendo che “le partnership nel settore dell’aviazione mirano a promuovere la complementarità piuttosto che la rivalità diretta”. Ma è palpabile il fastidio per la presenza straniera nei cieli marocchini fin qui solcati solo dalla compagnia di bandiera Ram e da Air Arabia Maroc, filiale low cost di Air Arabia.

Dal ministero del Turismo si sono affrettati a spiegare che “gli orari dei voli di Ryanair non si sovrappongono a quelli dei vettori nazionali” e che le nuove rotte come la Tangeri-Essaouira, la Oujda-Marrakech e la Fes-Agadir, “rafforzano l’interconnessione tra le regioni marocchine, promuovono il turismo interno e facilitano soggiorni più lunghi per i visitatori stranieri”.

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