Wizz Air: norma su caro-voli illegale, puntiamo a crescere

Il presidente di Wizz Air, Robert Carey, è a Roma per incontrare il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, dopo la stretta sul governo sugli algoritmi che determinano le tariffe e il tetto ai prezzi dei biglietti per le isole, un intervento che definisce “illegale, ma soprattutto sbagliato”. “Pensiamo che la proposta del governo sia illegale, sulla base della legge europea, e la stiamo portando davanti all’Unione europea, ma soprattutto è il modo sbagliato per dare accesso a tutti gli italiani a voli convenienti. Noi crediamo che sia il mercato la risposta per questo”, dice Carey all’ANSA rivendicando che con l’arrivo di Wizz, le tariffe degli scali dove vola sono calate del 50%.

La compagnia ricorre a un algoritmo per stabilire i prezzi del biglietto che è lo stesso per tutti i Paesi in cui opera e Carey assicura che questo “non seleziona eventi straordinari come i disastri naturali o clienti specifici ma solo l’andamento della domanda” con l’obiettivo di avere voli pieni, non prezzi alti. La tariffa media di Wizz è di 85 euro tra biglietto, bagaglio e posto a sedere, “a volte salirà a 150 euro-200 ma non
rincara in modo eccessivo”, secondo il presidente.

“Il mio obiettivo non è tenere le tariffe molto alte, il mio obiettivo è di continuare a crescere come compagnia. Voglio continuare a crescere in Italia. Ora siamo il terzo maggiore operatore, voglio diventare più grande. Voliamo con cinque basi in Italia, Roma, Milano, Napoli, Venezia e Catania, e continueremo a crescere da queste. Abbiamo 25 aerei e credo che in pochi anni non c’è motivo per cui non dovremmo arrivare 50 aerei, quindi raddoppiare la nostra dimensione”, aggiunge il presidente che vede grande spazio di crescita a Roma e anche a Milano, dove punta agli slot che si potrebbero liberare con la fusione tra Ita e Lufthansa. A Catania la compagnia è già la più grande dell’aeroporto ma indica che potrebbe espandersi ulteriormente così come a Venezia che è una sua base solo da un anno e mezzo. “Napoli – osserva Carey – è il solo caso in cui l’aereoporto è pieno quindi è più difficile crescere, ma speriamo presto”.

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