Indispensabile prolungare la Cig per non spegnere il mice italiano

E’ allarme rosso per i settori di fiere e congressi. I due settori più colpiti dall’epidemia Covid-19 rischiano clamorosamente e incomprensibilmente di essere esclusi dalla proroga della cassa integrazione Covid in deroga (Cig Covid) per i settori fortemente in crisi allo studio dei tecnici dei ministeri del Lavoro e dell’Economia.

La proroga della cassa integrazione, come si evince in una nota inviata ai ministeri competenti dalle tre associazioni di categoria (Aefi, Cfi e Federcongressi&eventi), è una misura indispensabile per evitare una perdita di occupazione mai vista per i settori fondamentali per la ripresa del sistema produttivo ed economico del Paese che stanno affrontando una crisi strutturale di dimensioni senza precedenti.

“L’industria dell’organizzazione di eventi aziendali, convegni e congressi ha subito nel 2020 una riduzione dell’80% dei ricavi dovuti alle cancellazioni degli eventi già in calendario con una perdita per il comparto di ricavi per 28,5 miliardi di euro – commenta Alessandra Albarelli, presidente di Federcongressi&eventi -. Siamo in una situazione di blocco totale della domanda con conseguente azzeramento di potenziali ricavi almeno fino al 30 giugno 2021. Senza dubbio, poi, anche la seconda metà dell’anno non sarà a pieno regime (ammesso che la situazione epidemiologica migliori) ed è quindi prevedibile una perdita di ricavi anche per il 2021 di oltre il 70%. I costi del personale rappresentano per noi il 75% del totale dei costi generali: perdere gli ammortizzatori sociali significa perdere il reale strumento di supporto e ristoro delle imprese”.

Per il presidente Aefi, l’Associazione esposizioni e fiere italiane, Maurizio Danese, “da epicentro dell’emergenza economica nello scorso anno, la meeting industry vuole diventare simbolo della ripartenza del prodotto Italia nel 2021 non appena sarà consentito. Per questo riteniamo sia necessario poter accedere ai nuovi strumenti di sostegno allo studio per rafforzare e prolungare la Cassa Covid”.

“La crisi pandemica – dice il presidente CFI Massimo Goldoni – ha inciso fortemente sullo svolgimento delle manifestazioni che sono state calendarizzate nel corso del 2020, con la cancellazione di 47 eventi di forte rilievo internazionale. L’ipotesi di una riapertura immediata delle attività fieristiche programmate per il 2021 – prosegue Goldoni – appare oggi problematica per cui si rende necessario disporre di tutte le misure, economiche e sociali, che il Governo deve assicurare per garantire al sistema efficienza nel momento della auspicata ripartenza”.

Per aiutare concretamente nell’immediato i lavoratori e le imprese i settori delle fiere e dei congressi chiedono di estendere la durata degli ammortizzatori sociali per l’emergenza Covid 19 e, nello specifico, l’istituto della cassa integrazione sino al 30 giugno 2021, fatte salve ulteriori necessarie proroghe determinate dall’andamento epidemiologico. Non solo: a prescindere dall’utilizzo della Cig, è essenziale prevedere per tutto l’esercizio 2021 l’esonero totale dal versamento dei contributi fiscali e previdenziali (ad eccezione dell’aliquota di computo delle
prestazioni pensionistiche) a carico dei datori di lavoro.

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