A Palazzo Chigi tavolo tecnico su concessioni balneari

Presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per il coordinamento amministrativo, è stato istituito il tavolo tecnico consultivo sulle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali. “Il tavolo, acquisiti i dati relativi a tutti i rapporti concessori in essere delle aree demaniali marittime, lacuali e fluviali, definisce i criteri tecnici per la determinazione della sussistenza della scarsità della risorsa naturale disponibile, tenuto conto sia del dato complessivo nazionale sia di quello disaggregato a livello regionale e della rilevanza economica transfrontaliera”, si legge in una nota.

“I balneari non sono una mia competenza, ma al tavolo istituito a Palazzo Chigi, ci saranno i tecnici dei vari ministeri e quindi anche il ministero del Turismo. Faremo questa mappatura, io sono certa che ce la faremo”, ha detto la ministra Daniela Santanchè a margine della 73/a assemblea di Federalberghi a Bergamo.

Soddisfatti anche i sindacati: “Finalmente è arrivata la risposta che aspettavamo da quando abbiamo inviato al presidente del Consiglio il 27 marzo scorso la richiesta di convocare questo tavolo interministeriale per affrontare il tema delle concessioni balneari – ha sottolineato Fabrizio Licordari presidente di Assobalneari Italia aderente a Federturismo Confindustria -. Oggi più di ieri il governo ha finalmente l’opportunità di risolvere definitivamente la vertenza balneare che si trascina dal 2008, 15 lunghi anni”.

“È stata pienamente accolta l’istanza Cna affinché si rilevi il grado di scarsità e la conseguente disponibilità del bene demaniale che riteniamo molto ampia ai fini della inapplicabilità della Bolkestein. È un passaggio fondamentale per chiudere una lunghissima vertenza con la commissione europea e dare serenità a 30 mila piccole imprese di settore”, ha aggiunto Cristiano Tomei, coordinatore nazionale Cna Balneari.

Per Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a Confcommercio, “si tratta di un adempimento doveroso non solo perché previsto dal Milleproroghe 2023 ma, soprattutto, alla luce della recente sentenza della Corte di giustizia dell’Unione
europea del 20 aprile scorso che impone l’accertamento della scarsità della risorsa quale condizione per l’applicazione della
direttiva Bolkestein”. Inoltre, secondo il Sib è “opportuno che Palazzo Chigi chiarisca quale sia il ministro delegato per affrontare, in
tempi celeri, questa vicenda complicata”.

editore:

This website uses cookies.