A rischio il servizio di pronto soccorso in aeroporto

Il 1° ottobre il servizio sanitario rischia di essere interrotto

Continua lo stato di agitazione tra i medici degli aeroporti proclamato dal segretario nazionale del Simeca, il sindacato di categoria, Domenico Miceli, che chiede l’intervento del ministro alla Sanità, Livia Turco, e di quello ai Trasporti, Alessandro Bianchi, per "porre fine alla precarietà dei sanitari che operano all’interno degli scali aeroportuali". "La convenzione ministero della Salute e Croce rossa per la gestione del servizio sanitario pronto soccorso – è scritto in una nota – è stata firmata solo fino al 30 settembre. C’é da chiedersi cosa accadrà dal primo ottobre per quanto riguarda il servizio sanitario di pronto soccorso negli aeroporti che rischia di essere interrotto. Tutti coloro – prosegue la nota – che utilizzano il mezzo aereo se hanno bisogno di un medico devono solo sperare che tra i passeggeri o tra chi sta in aeroporto ci sia un medico. Mentre i ministeri competenti decidono un servizio fondamentale, come il pronto soccorso negli aeroporti, viene mantenuto in uno stato di precarietà continuo. Gli stessi medici che lavorano con grande professionalità, continuano a lavorare e non hanno certezza del loro futuro. Si va avanti a colpi di proroga – conclude la nota – giusto per non interrompere un pubblico servizio ed i medici continuano ad operare con professionalità. Noi rappresentiamo il primo anello sanitario della maggior parte degli aeroporti".

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