Anche lo sport può servire a recuperare 11 fari italiani

Il futuro dei fari italiani passa anche attraverso lo sport. Se ne è parlato all’evento ‘Lo sport, un “faro” del made in Italy’, organizzato dall’Agenzia del Demanio in collaborazione con il Coni. Arrivati quasi al termine della consultazione pubblica on line (su www.agenziedemanio.it), con la quale si chiede di proporre e segnalare progetti di rinascita per 11 fari dello Stato (7 gestiti dall’Agenzia del Demanio e 4 dal Ministero della Difesa) si va sempre più delineando lo scenario di valorizzazione per questi beni pubblici abbandonati. Il desiderio dei cittadini è apparso molto chiaro: intervenire al più presto attraverso restauri conservativi ed ecosostenibili per riconsegnarli al territorio.

“Potrebbe essere fondamentale avere l’appoggio dello sport, per tutti quelli che sono sport marinari, sia per percorsi turistico-sportivi, sia per le scuole di formazione – dice il ministro della Difesa, Roberta Pinotti -. Abbiamo aperto una consultazione pubblica ed è stato uno straordinario successo con oltre 750 segnalazioni. Stiamo pensando di velocizzare per mettere a disposizione altri fari che possono essere dati in concessione, uno strumento che potremmo utilizzare anche per altri beni della Difesa”.

“Sono in piena sintonia – rileva il presidente del Coni, Giovanni Malagò -. Sono un malato di mare. Ed è facile intuire che in questi posti si può unire turismo e sport”.

“Ci stiamo orientando a costruire un bando che valuterà la proposta economica ma anche l’impatto sociale”, spiega Roberto Reggi, direttore generale dell’Agenzia.

Gli 11 fari sono: Faro di Brucoli ad Augusta (SR), Faro di Murro di Porco a Siracusa (SR), Faro di Capo Grosso nell’Isola di Levanzo-Favignana (TP), Faro di Punta Cavazzi ad Ustica (PA), Faro di Capo d’Orso a Maiori (SA), Faro di Punta Imperatore a Forio d’Ischia (NA), Faro di San Domino alle Isole Tremiti (FG), Faro Punta del Fenaio e Faro di Capel Rosso sull’Isola del Giglio (GR), Faro Formiche di Grosseto e Faro di Capo Rizzuto a Isola di Capo Rizzuto (KR). 

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