Concessioni balneari, per Fitto questione chiusa ma associazioni non ci stanno

“Sui Balneari abbiamo chiuso un’annosa e complessa questione”. Ad affermarlo sui social Raffaele Fitto, ministro degli Affari Europei, Sud, Coesione, relativamente alla vertenza Balneari aperta da anni con la Commissione Ue per la quale l’Italia è sotto infrazione. “La collaborazione fra Roma e Bruxelles ha consentito di trovare un punto di equilibrio tra la necessità di aprire il mercato delle concessioni balneari e l’opportunità di tutelare le legittime aspettative degli attuali concessionari italiani”, ha scritto il ministro.
Ma Bruxelles ricorda che la procedura d’infrazione verso l’Italia non viene ritirata con l’approvazione del decreto ma solo quando la riforma diventerà realtà, cioè nel 2027.

Immediate le proteste di organizzazioni dei balneari, consumatori ed enti locali che sparano a zero sul testo di decreto uscito dal consiglio dei ministri.

Fra i criteri di aggiudicazione della gara vengono inseriti l’offerta di servizi integrati che valorizzino cucina e il folklore, ma anche offerta ricreativa e “salvaguardia del patrimonio culturale”. E attenzione si fa anche anche agli interventi per migliorare l’accessibilità da parte delle persone con disabilità. Nulla, invece, lamentano i consumatori su “quali sono le tutele a favore dei consumatori per evitare prezzi assurdi per noleggiare un ombrellone o rincari superiori al tasso di inflazione programmato del Governo”.

Insoddisfatte Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti e Cna nonostante la proroga ottenuta con questo decreto che sposta le gare delle concessioni attuali fino al 30 settembre 2027 con la possibilità in alcuni casi di dilatare i termini fino a marzo 2028.

La Cna lamenta che “i criteri previsti per il nuovo assetto non tutelano le imprese al momento attive. Infatti non è previsto nè prelazione nè ‘punteggi’ di vantaggio in sede di gara per i vecchi concessionari. Non piace nemmeno l'”indennizzo a carico del nuovo concessionario. Perchè ai vecchi concessionari è prevista solo la remunerazione degli investimenti ancora da ammortizzare senza prevedere nulla per gli investimenti effettuati nel corso di una intera vita imprenditoriale, limitandosi a un riconoscimento solo per l’ultimo quinquennio”.

Per Federalberghi e Faita Federcamping “l’estensione fino al settembre 2027 della validità delle attuali concessioni demaniali, pur essendo apprezzabile poiché apre una finestra temporale utilizzabile per ricercare le soluzioni più opportune, non è di per sé sufficiente a risolvere i problemi sul tappeto”. Federalberghi e Faita Federcamping, chiedono sin d’ora che il Parlamento ne migliori il contenuto, definendo delle misure ad hoc per le strutture turistico ricettive, come già fatto dal legislatore greco, nel pieno rispetto del diritto dell’Unione Europea.

Per Federico Cavallo di Altroconsumo: “è inaccettabile che il nuovo decreto salva-infrazioni rimandi ancora una volta al 30 settembre 2027 la scadenza delle attuali concessioni, dopo che da decenni si attende una risposta alla questione balneari. A pagare continueranno ad essere soprattutto i cittadini. Come abbiamo sempre sostenuto, solo una reale e libera concorrenza può portare maggiore innovazione nelle imprese balneari, migliori servizi ai cittadini, più inclusività e tutela dell’ambiente a fronte di prezzi equi. Con questo provvedimento l’Italia perde nuovamente tempo e un’importante occasione, ponendo una seria ipoteca sul futuro di questo fondamentale settore”.

È possibile firmare la petizione di Altroconsumo per chiedere al Governo di varare al più presto una riforma del settore per avere spiagge aperte anche a nuovi soggetti e prezzi alla portata di tutti a questo link.

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