Nuova vita per stazioni dismesse, Fs sigla accordo con Banca Etica

Nuova vita per le vecchie stazioni senza personale di Rfi. Fs ha infatti siglato un accordo con Banca Etica in cui le Fs si impegnano a cedere le aree gratuitamente alle associazioni mentre la Banca si preoccuperà dei finanziamenti. Per il momento sono interessate all’intesa circa 450 stazioni che le Fs definiscono ‘impresenziate’ ossia senza più personale attivo in virtù della centralizzazione della gestione della rete, come il comando dei passaggi a livello e degli scambi. Ma l’ad di Fs Renato Mazzoncini ha parlato di possibile estensione dell’accordo a “tutte le 2.300 stazioni del Gruppo”.

“Il Gruppo Fs – ha affermato Mazzoncini – ha avviato negli ultimi anni importanti interventi per riqualificare e riorganizzare gli spazi e le aree delle principali stazioni italiane non più funzionali alle attività ferroviarie”.

In pratica queste ultime “non sono più solo luoghi dove iniziano o finiscono i viaggi ed è fondamentale quindi migliorare l’efficienza, il valore e l’integrazione con la città, sia delle stazioni grandi sia di quelle medio-piccole, per renderle poli di attrazione e di servizi per il territorio e non solo poli trasportistici”.

Per farlo Fs ha scelto la strada della “sostenibilità sociale e ambientale e vuole facilitare e favorire, anche attraverso comodati d’uso, attività associative del Terzo settore e del mondo no profit”. All’iniziativa ha risposto Banca Etica. Le Ferrovie coinvolgeranno la Banca nella selezione dei soggetti destinatari delle aree oggetto di riqualificazione e comunicheranno ai soggetti selezionati le linee guida per usufruire dei servizi di Banca Etica. Quest’ultima invece, favorirà la raccolta fondi per sostenere i progetti di riqualificazione attraverso bandi dedicati sulla propria rete di crowdfunding, promuoverà eventi culturali per presentare i progetti e offrirà servizi creditizi e bancari integrati.

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