Garavaglia guarda già all’inverno: lavoriamo per stagione sci in serenità

“Non c’è una gran crescita dei contagi, sicuramente grazie al green pass e al fatto che tanta parte della popolazione si sta giustamente vaccinando” si può guardare alla stagione autunnale e invernate “con molta più serenità”. Lo ha detto il ministro del Turismo Massima Garavaglia a Gradara, prima tappa di un tour nelle Marche. “L’estate non è finita, è finita una prima parte dell’estate – ha aggiunto -, abbiamo dagli operatori il messaggio che ci saranno tante prenotazioni su settembre, per cui l’estate continuerà anche a settembre e ottobre, ma poi c’è già l’inverno: stiamo lavorando per riaprire la stagione sciistica in totale serenità”.

E a chi gli chiedeva un commento su eventuali problemi dettati dal fatto che con il freddo vi siano meno possibilità di stare all’aperto rispetto ai mesi estivi più miti, il ministro ha risposto: “il Green pass è la soluzione per non chiudere più. Abbiamo il Green pass per i ristoranti al chiuso, grandi problemi non ce ne saranno: si usano le stesse regole”.  E quanto a eventuali rischi legati all’affollamento su cabinovie, funivie e impianti di risalita, ha spiegato che “l’anno scorso il Cts aveva validato tutti protocolli, si è arrivati all’ultimo giorno utile e poi è andata come è andata. Partendo per tempo siamo nelle condizioni di avere protocolli certi, tutte le regole certe e di aprire con serenità. Semmai ci sarà un contingentamento nei numeri ma, al netto di questo, non vedo grandi problemi”.

Infine, per quanto riguarda gli stanziamenti per il settore turistico invernale destinati a aiutare gli imprenditori del settore vista la mancata stagione dello scorso anno, Garavaglia ha sottolineato che “per quanto riguarda gli hotel non c’è più niente da recriminare nel senso che tutto quello che era stanziato per questo settore è già stato stanziato. Invece – ha aggiunto – devono ancora essere erogati i finanziamenti che riguardano gli impianti sciistici che sono 460 milioni di euro, abbiamo già ottenuto l’ok della Ue. Ahimè non è stato chiesto prima: lì il ritardo è dovuto al fatto che il governo precedente non aveva attivato la procedura. Il decreto – ha concluso – adesso è alla corte dei conti, tempi tecnici d’arrivo e anche questi 460 milioni per gli impianti saranno finalmente sbloccati”.

Per le discoteche e sale da ballo “intanto vediamo di dare un sostegno a chi è stato chiuso per legge: questo è già stato deciso e viene fatto. Poi speriamo che ci siano le condizioni per riaprire, penso dopo l’estate”.

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