Giallo a la Réunion sugli altri resti dell’aereo scomparso, arrivano anche turisti e curiosi

Sarebbero stati ritrovati ieri a La Réunion cuscini di sedili e altri pezzi d’aereo, ma il condizionale è d’obbligo, perché la notizia è stata seccamente smentita dalla procura di Parigi. In questo nuovo giallo che complica ulteriormente la già complessa inchiesta sul volo MH370 della Malaysia Airlines misteriosamente scomparso nel 2014, le notizie provenienti da Kuala Lumpur e Parigi sono diametralmente opposte. Anche perché fonti giudiziarie precisano che le autorità francesi non sono mai entrate in possesso dei nuovi ipotetici resti in possesso della equipe malese.

L’Australia, che per mesi ha guidato le ricerche nell’Oceano Indiano, vuole comunque crederci: “Ritroveremo l’aereo”, dice il governo di Sydney, che per mesi ha guidato le ricerche nell’Oceano. Intanto, nei laboratorio di Balm, nella banlieue di Tolosa, gli esperti di Francia e Malesia hanno concluso che il flap ritrovato mercoledì scorso sulla spiaggia di Saint-André è effettivamente riconducibile al Boeing 777 inghiottito nella notte dell’8 marzo 2014 con 239 passeggeri a bordo sulla tratta Kuala Lumpur-Pechino.

Le indagini comunque andranno avanti nei prossimi giorni. Per i risultati completi, riferiscono gli esperti francesi, che contrariamente ai colleghi malesi sono stati finora prudentissimi, potrebbero essere necessarie anche settimane. Intanto, il comune di Saint-André, dov’è stato ritrovato il flap, ha annunciato che la settimana prossima verranno lanciate ricerche “minuziose” su tutto il litorale. Mentre anche l’isola di Madagascar si mette a caccia dei resti dell’aereo scomparso. Da giorni, a La Réunion, volontari, curiosi e turisti si sono improvvisati ricercatori per intercettare preziosi indizi.

 

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