I pellegrini possono tornare in Terra Santa senza paura

Non fare vincere la paura e partire con fiducia per la Terra Santa. E’ questo il messaggio lanciato dai vescovi italiani che in tanti, anche quest’estate, hanno scelto di organizzare un pellegrinaggio a Gerusalemme con la propria diocesi. Un anno fa la pioggia di razzi da Gaza e il pesante attacco militare israeliano sulla Striscia scoraggiarono migliaia di pellegrini che preferirono rinunciare al viaggio per paura della guerra. Quest’anno è il peggioramento del conflitto in Siria ad alimentare i timori.   

Il risultato, alla fine dei conti – riferisce Terrasanta.net – è la costante diminuzione dei viaggi, gli alberghi vuoti anche in alta stagione, il sistema turistico in crisi. Una crisi “che non ha alcuna motivazione razionale, visto che la situazione nei luoghi santi è di totale tranquillità”.  

“Oggi, alle paure sulla sicurezza che mi sembrano francamente eccessive per alcuni si è aggiunta anche la difficoltà di affrontare i costi del viaggio. Ma dobbiamo ricordare che il pellegrinaggio in Terra Santa è unico – spiega mons. Rodolfo Cetoloni, vescovo di Grosseto, che sarà in Terra Santa dal 20 al 27 agosto con 45 fedeli – Ci sono tanti motivi per andare, per non arrendersi: dobbiamo ricordare, per inciso, che proprio grazie al pellegrinaggio molti tornano alla fede; e poi si tratta di un modo concreto per aiutare i cristiani di Terra Santa”.    

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