In Nepal si può tornare a viaggiare? ecco dove e quando

In Nepal si può tornare a viaggiare. Nonostante il devastante terremoto dello scorso 25 aprile scorso numerosi edifici, aree, villaggi e città non sono state toccate direttamente dal sisma e alcuni turisti si vedono in giro già adesso. Intanto, anche come annunciato su travelnostop, il governo ha da pochi giorni riaperto al pubblico i siti Unesco come le piazze Durbar di Kathmandu, Patan e Bakthapur.

Navyo Nepal Discover Asia, TO specialista sulla destinazione, rende noto che i luoghi principali da visitare hanno tutti subito dei danni e le distruzioni sono un po’ ovunque nella valle di Kathmandu, anche se nel complesso sono minori rispetto all’impressione diffusa. Al contrario, le regioni del Sud (Terai) del paese non hanno quasi risentito del terremoto, cosi come l’ovest dal Manaslu in poi e dall’Everest verso oriente. Chitwan, Lumbini, Janakpur, Bardia, per nominare quelli più noti, sono agibili come sempre.

Le strade e i ponti del paese non hanno subito danni notevoli (il che ha agevolato tantissimo gli aiuti e soccorsi) e anche le strade minori sono tutte aperte.

Inoltre, tutti gli aeroporti e piste d’atterraggio STOL (di montagna) del paese sono aperti ed operativi. Tutti voli internazionali sono regolari, alcuni hanno solo ridotto le frequenze.

Il passaggio via terra per il Tibet presso Kodari è ancora chiuso e dovrebbe riaprire verso metà/fine luglio, mentre da Simikot/Humla è aperto e si può arrivare al Kailash dal Nepal.

Al momento molti ristoranti e alloggi sono ancora chiusi, sia per i pochi ospiti, sia perché molti dipendenti sono tornati nei distretti per aiutare amici e parenti. Circa il 90% degli alberghi per i turisti sono stati trovati in buone condizioni in seguito alle ispezioni. Un solo albergo 5 stelle e due alberghi minori sono stati parzialmente chiusi nel paese.

Per chi di passaggio in Kathmandu per il Tibet può transitare in Nepal, anche se la strada fra Nepal e Tibet rimane chiusa e non permette di fare il classico “overland” fino alla fine di luglio. Il Tibet ha risentito nel sudovest sopratutto nella regione da Tingri alla frontiera, con notevoli danni a case e monasteri locali. Per chi transita in Nepal per il Bhutan vale quanto sopra per il Nepal. Il Bhutan non ha risentito particolarmente del terremoto nel Nepal.

Per quanto concerne i trekking o viaggi nelle regioni montane, purtroppo il Langtang è fortemente danneggiato e probabilmente non sarà aperto per tutto il 2015, così come la valle del Rolwaling e il Helambu. Il circuito del Manaslu ha danni su vari ponti, ma si spera di riaprire per metà settembre.

La regione ai piedi dell’Everest (che si è spostato 3 cm a sudest!) per l’autunno sarà pronta ad accogliere i molti escursionisti e già da adesso non si hanno particolari problemi a muoversi nel Khumbu.

La regione dell’Annapurna ha subito danni minori, incluso il Mustang ed il Naar e Phu. Tutti gli altri trekking come il Makalu, Kanchenjunga, Dolpo, Humla, Rara e cosi via, sono percorribili.

Eppure, il TO sconsiglia di fare in trekking in Nepal in questo momento. Da metà settembre invece la situazione per gli escursionisti sarà “normalizzata” ad eccezione forse della regione del Langtang, per il Rolwaling e Helambu.

“Viaggiare in Nepal invece – ribadisce Navyo Nepal Discover Asia – è sempre un’esperienza unica e appagante, e visitarlo ora è senza dubbio uno dei migliori modi per aiutare questo paese fantastico e la sua gente a recuperare. Certo, vediamo una flessione negli arrivi, ma le prenotazioni e l’interesse generale che riceviamo indicano una ripresa relativamente veloce”.

Non a caso il TO propone una serie di partenze anche per luglio e agosto oltre a due viaggi di solidarietà durante i quali sarà possibile, oltre a fare una meritata vacanza, rendersi conto di prima persona e supportare direttamente il paese nel suo cammino di ripresa con visite a progetti ed associazione attive sul campo, alcune anche sostenute dall’Italia. Per info www.navyonepal.it.

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