Israele, caccia scortano aereo Alitalia all’atterraggio

Allarme scatta per mancato contatto radio, poi chiarimento

E' stato un semplice ritardo di comunicazioni originato da un disturbo momentaneo alle frequenze radio a causare il decollo di due caccia israeliani intervenuti ieri per scortare un velivolo Alitalia in arrivo da Roma all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Il responsabile di Alitalia in Israele, Benedetto Mencaroni, ha precisato che si è trattato di un episodio ordinario, tenuto conto dei rigidi standard di sicurezza israeliani, e che aereo e passeggeri non hanno corso comunque pericoli in alcun momento. Secondo i primi accertamenti, la procedura è scattata subito dopo la mancata risposta a una prima chiamata radio dei controllori di volo israeliani seguita all'attraversamento dello spazio aereo di Cipro. "Una circostanza non infrequente" nella gestione dei voli, ha notato Mencaroni, aggiungendo che in altri Paesi si provvede di norma a ritentare la comunicazione, ma che "in Israele gli standard di sicurezza, particolarmente rigorosi, impongono invece l'immediato invio di jet militari per stabilire un contatto visivo". Nel frattempo le comunicazioni radio sono state ripristinate, ma la procedura, come previsto, "é stata ugualmente portata a termine con l'accompagnamento del volo Alitalia fino alle fasi di atterraggio", completate poi senza problemi dal comandante: un pilota esperto e non nuovo alla tratta Roma-Tel Aviv. L'avvicinamento dei caccia ha suscitato qualche momento di inquietudine fra i passeggeri, ai quali l'equipaggio ha tuttavia spiegato in tempo reale quanto stava accadendo.

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