Le vacanze e i luoghi turistici diventano fonte di contagio

Le vacanze e i luoghi turistici sono diventati quest’estate fonte di contagio e di focolai in tutta Europa, dove – ovunque si guardi – il coronavirus è in piena ripresa. In Francia, dove da giorni si registrano migliaia di nuovi contagi, desta preoccupazione una spiaggia per nudisti nel resort di Cap d’Agde, nella regione dell’Hérault, dove sono stati trovati quasi 100 positivi. Come per l’Italia, non sono all’ordine del giorno misure restrittive generalizzate, ma misure territoriali e controlli.

Ma i picchi più drammatici si registrano in Spagna, con quasi 20.000 nuovi casi solo da venerdì scorso – 2.060 nelle ultime 24 ore – superando il totale di 400 mila contagi dall’inizio della pandemia. Il Centro per il coordinamento sanitario di Madrid raccomanda al governo misure “drastiche”. Per cominciare la Catalogna ha vietato gli assembramenti di più di 10 persone, in aggiunta alle restrizioni già in vigore, dal divieto di fumo senza distanziamento all’uso delle mascherine.

Il virus non si arresta neanche in Germania, dove però la situazione – a differenza della Spagna dove tutte le regioni registrano focolai in crescita – differisce di molto fra i vari Laender. “I numeri in sé in Germania sono ancora gestibili, ma il problema è la dinamica. C’è un momento in cui la situazione si ribalta. E dunque bisogna restare vigili”, ha detto il ministro della Salute, Jens Spahn. Da fine luglio in Germania si registrano oltre 1.000 nuovi casi al giorno e sabato si è superato il picco dei 2.000.

Nel Regno Unito, dove nelle ultime 24 ore vengono registrati 853 nuovi contagi che portano il totale a 326.614, con 4 nuovi decessi, il mantra è ormai quello della necessità di riavviare al più presto le scuole.

A Ginevra la scoperta di tre casi positivi fra i delegati ha costretto l’Onu a sospendere i colloqui sulla Costituzione siriana, appena ripresi dopo mesi di sospensione proprio a causa del virus.

L’epicentro della pandemia resta, tuttavia, ancora nelle Americhe, oltre che in India, in un mondo che ha superato gli 809 mila morti. Gli Stati Uniti hanno ad oggi un bilancio di 176.809 morti e di 5,7 milioni di infettati (secondo il conteggio dell’agenzia Afp) e sono ancora in testa, seguiti dal Brasile, che conta 144.744 morti e 3,6 milioni di contagiati: nel Paese sudamericano i numeri sembrano comunque in leggera flessione, tranne che nello Stato di Rio de Janeiro dove restano in forte ascesa.

Il Messico è ancora terzo con 60.480 decessi e 560 mila casi. Seguono l’India, che è rapidamente peggiorata nelle ultime settimane, con 57.542 morti e 3,1 milioni di infettati, e il Regno Unito, che precede l’Italia, con 41.429 morti.

In Estremo Oriente dove, come in Europa, la pandemia registra una ripresa, la Corea del Sud, che nelle prime fasi era diventata un modello di risposta, è ora sull’orlo di una nuovo stato d’emergenza, con i contagi partiti da una chiesa presbiteriana e diffusisi ormai in tutte le 17 province del Paese.

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