Manovra, tassa aerei colpisce alianti e non jet lussuosi

A sollevare la polemica Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica

Il decreto salva-Italia, che prevede la tassazione di "aeroplanetti che hanno un valore commerciale inferiore a un'auto di media cilindrata, è inutilmente punitivo della passione del volo". A parlare è il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell'Aeronautica. Tricarico prende di mira l'art. 16 della manovra "che – dice – esenta da ogni tassa i lussuosi jet intercontinentali usati da Berlusconi e Marchionne per far pagare invece gli alianti (cioé il volo senza motore poetico ed ecologico), gli aerei autocostruiti (cioè fatti a mano dagli appassionati in anni di lavoro gratuito), persino gli aerei storici, che fanno rivivere le emozioni e il coraggio, e le mongolfiere. La passione del volo viene confusa ad arte con i jet e gli elicotteri privati di pochi milionari, che peraltro hanno da tempo provveduto a intestarli alle società di lavoro aereo che il governo ha provvidenzialmente risparmiato dalla cosiddetta tassa sul lusso". Secondo il generale, "di fatto il provvedimento colpisce poche centinaia di aerei con un'età media di oltre 25 anni, per un gettito atteso di poche centinaia di migliaia di euro, che non saranno certo quelli che salveranno l'Italia".

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