Nautica, si va verso smaltimento e riciclo dei materiali esausti

Con la trasformazione della nautica da diporto in fenomeno di massa a livello mondiale, emergono nuovi problemi anche di tipo ambientale in merito alla gestione dei trattamenti di fine vita di migliaia di imbarcazioni. Si è parlato di questo nella sede del CNR alla presenza di Cosimo Carfagna direttore IPCB-CNR, e dei rappresentanti di Assomarinas, Ucina ed European Boating Industry.
Un interessante confronto dal quale è emersa l'esigenza di passare dai progetti pilota dei vari paesi europei a delle vere e proprie realizzazioni di una serie di  piattaforme con impianti per il disassemblaggio delle unità da diporto e degli stampi usati per la loro costruzione e la realizzazione di impianti per la trasformazione dei rifiuti e scarti di FRB (fiber reinforced plastics) e di polistirolo che, una volta lavorati, potrebbero creare nuovi prodotti plastici dalle caratteristiche tecniche ed estetiche molto interessanti. Dunque da smaltimento e riciclo e reimpiego del materiale prodotto si creerà nuova ricchezza e posti di lavoro anzichè solo costi per materiali a perdere.
Un progetto questo sostenuto anche da Assomarina: "Per affrontare questo problema – ha affermato il presidente Roberto Perocchio – l'approccio dovrà essere di tipo industriale ed è per questo che i porti turistici debbono sostenere il progetto di Ucina nello sviluppo di nuove tecnologie finalizzate a ridurre i costi di smaltimento ridando poi vita ai materiali esausti anche nell'interesse dei diportisti rappresentati al convegno dall'EBA (European boaters Association) considerando anche il fatto che il nostro Paese, con i suoi  sue innovativi progetti tecnologici, detiene la leadership mondiale".

editore:

This website uses cookies.