Obbligo di tampone per chi arriva dall’Europa, ma Bruxelles insorge

Novità per chi arriva in Italia dall’estero, anche dall’Europa: l’ultima ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza, di concerto con il titolare degli Esteri Luigi Di Maio, impone a partire da domani, giovedì 16 dicembre, il test molecolare o antigenico ai passeggeri vaccinati e la quarantena di cinque giorni a chi non è vaccinato, oltre al tampone.

In particolare, per l’ingresso in Italia dai Paesi europei sarà necessario un test molecolare per mezzo di tampone effettuato nelle 48 ore prima dell’ingresso nel territorio nazionale o un test antigenico con tampone nelle 24 ore antecedenti all’ingresso in Italia. La validità del test antigenico è dunque portata a 24 ore dalle 48 al fino ad ora previste. Sono prorogate inoltre le misure già previste per gli arrivi dai Paesi Extraeuropei. L’ordinanza è valida fino al 31 gennaio.

La stretta però fa insorgere Bruxelles, perché è una restrizione agli spostamenti inesistente in altri Paesi. “Quando gli Stati membri introducono condizioni aggiuntive o rendono le norme più severe, come nel caso dell’Italia e forse del Portogallo”, questa scelta “deve essere giustificata sulla base della situazione reale”, ha sottolineato la vicepresidente della Commissione Ue, Vera Jourova. “Immagino che se ne parlerà al Consiglio europeo” giovedì “perché queste decisioni individuali degli Stati minano la fiducia delle persone sul fatto che le condizioni siano uguali ovunque in Ue”, ha aggiunto. Jourova ha poi sottolineato che il regolamento introdotto dalla Commissione Ue sul Green pass prevede che i cittadini europei siano autorizzati a viaggiare in tutta l’Unione senza restrizioni nel caso in cui siano vaccinati, oppure siano in possesso di un risultato negativo a un tampone o di un certificato che ne attesti l’avvenuta guarigione dal Covid. Così come concepito, il certificato verde “non è morto” ed “è uno dei progetti di maggior successo dell’Unione negli ultimi anni perché aiuta le persone a viaggiare, il turismo a sopravvivere e i servizi ad andare avanti”, ha evidenziato ancora la commissaria, precisando che gli Stati membri hanno il potere di introdurre requisiti aggiuntivi al Green pass, ma l’auspicio è che scelte di questo tipo non facciano “morire il certificato”.

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