Ryanair taglia nuovi voli ma Urso non ci sta: non accettiamo ricatti

Prosegue e anzi si intensifica lo scontro sul caro-voli tra il governo e le compagnie aeree, con Ryanair in prima linea. A poche ore dall’appuntamento fissato per domani, giovedì 14 settembre a Palazzo Piacentini, sede del ministero per le Imprese e il Made in Italy, la miccia è stata accesa dall’amministratore delegato della società irlandese Michael O’ Leary, giunto a Milano per presentare l’offerta invernale della compagnia. Parlando del provvedimento, lo ha definito “idiota, stupido e illegale”, sottolineando che è “basato su dati spazzatura”.

Parole pesanti, pronunciate prima di annunciare che per effetto del decreto ci saranno 10 nuovi voli solo internazionali da Malpensa e Orio al Serio , base storica di Ryanair in Italia. Il tutto condito con l’annuncio del taglio del 10% dei voli per la Sicilia, così come già avvenuto per
quelli diretti in Sardegna a fine estate.

Immediata la replica del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso: “L’Italia – ha sottolineato – è un paese sovrano, non si fa
ricattare da alcuno”.Urso ha poi ricordato che Ryanair “è stata sanzionata 11 volte” dall’Antitrust”. “Vada in tribunale – ha detto – è stata già condannata più volte”.

E altrettanto severa quella del governatore della Sicilia Renato Schifani: “il comportamento di Ryanair è inaccettabile”, “Siamo certi che il governo nazionale terrà il punto, facendo lo propria parte. Anche noi faremo di tutto perché nuovi vettori possano raggiungere la Sicilia”.

Per O’Leary il decreto “ridurrà la capacità dei voli e aumenterà le tariffe per la Sardegna e la Sicilia, fino a quando non verrà annullato dai
Tribunali europei” essendo basato su basato su “consigli falsi ed inaccurati di Enac”. “Non è vero che abbiamo un algoritmo di
riconoscimento dell’apparecchio con cui viene fatta una prenotazione – ha spiegato – e non è vero che siamo in grado di geolocalizzare il cliente”. “Vogliono ridurre le tariffe – ha sottolineato O’ Leary – ma non sanno come fare”.

Immediata anche la replica del presidente dell’Antitrust Roberto Rustichelli, che ha definito “infondate” le critiche, perché “non colgono nel segno”. A suo dire la norma “non limita la facoltà (delle compagnie, ndr) di determinare indipendentemente le proprie politiche di prezzo” e  appare invece “perseguire un obiettivo di natura perequativa” e impedire “lo sfruttamento abusivo del potere di mercato a pregiudizio di consumatori particolarmente vulnerabili”.

Di “intervista surreale” ha parlato invece il presidente di Enac Pierluigi Di Palma, sottolineando che l”ente da lui presieduto “non è un soggetto clown che avrebbe messo in piedi questa storia”. Di Palma ha invocato poi un “intervento normativo” in grado di tutelare i “cittadini cittadini delle isole e delle zone periferiche” nei momenti “emergenziali”.

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