Stretta controlli fino a Pasqua e alcune regioni vietano spostamenti verso seconde case

Dopo il balzo dei morti con Covid nelle ultime 24 ore, dal Viminale parte l’indicazione ai prefetti di stringere sui controlli contro il rischio assembramenti; in vista delle vacanze pasquali, poi, attenzione mirata sulle strade extraurbane per intercettare gli spostamenti illegali di chi non vuole rinunciare alle feste fuori.

Proprio per frenare la terza ondata in corso, il Governo, con il decreto legge del 13 marzo firmato da Mario Draghi, ha introdotto misure più restrittive che hanno ridisegnato l’Italia in rosso-arancione, Sardegna bianca a parte. La circolare inviata oggi dal capo di Gabinetto a tutti i prefetti offre le indicazioni a chi ha il compito di applicare quelle misure, le forze dell’ordine. A queste ultime, segnala il documento, è richiesto “un particolare sforzo operativo che incida significativamente sul dispositivo dei controlli”, che vanno svolti “con accuratezza” e concentrati “specificamente nelle aree urbane più sensibili, potenzialmente interessate da fenomeni di assembramento, specialmente in corrispondenza delle giornate festive e prefestive”.

Nel periodo pasquale, poi, servono “mirati controlli lungo le strade di scorrimento extra-urbano, potenzialmente interessate da flussi di traffico più intensi”. Uguale attenzione andrà rivolta “alle stazioni aeroportuali e ferroviarie, come pure agli altri snodi della mobilità urbana”.

Intanto, visto che il decreto Draghi consente alle Regioni di adottare prescrizioni più severe di quelle nazionali, la Valle d’Aosta ha vietato con un’ordinanza gli spostamenti verso le seconde case per i non residenti. Decisione analoga da parte della Provincia di Bolzano. In Toscana sono 16 sindaci delle Valli Etrusche, tra Pisa e Livorno, a fare appello ai proprietari delle abitazioni per le vacanze nei loro territori: “non venite nelle seconde case, aiutateci a controllare la pandemia, nell’interesse di tutti”, si legge nella lettera.

Quanto alla Sardegna, consiglieri regionali M5s hanno denunciato lo sbarco ad Olbia di “997 passeggeri, la stragrande maggioranza dei quali, dopo aver rifiutato di sottoporsi al test, ha lasciato la banchina senza aver dovuto comunicare le proprie generalità e il proprio numero di telefono al personale addetto ai controlli”.

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