Test ai passeggeri, la svolta per far ripartire il lungo raggio

“Creare un aeroporto sicuro è la nostra mission”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Adr, Marco Troncone, a margine della cerimonia di premiazione dei vincitori del premio internazionale “Leonardo da Vinci e il Viaggio”.

“Oggi l’Italia, ma direi l’intero continente europeo – ha aggiunto – è isolata. I confini extra Ue sono di fatto chiusi. Oggi la connettività è assente. Questo è il motivo per cui il calo del traffico che stiamo registrando qui a Fiumicino è severissimo. Siamo oltre l’80% sul segmento extra Ue ma, di fatto, è praticamente il 100%. Il traffico non esiste. Per questo – prosegue – stiamo proponendo nuovi protocolli di viaggio che limitino e riconsiderino le restrizioni alla libera movimentazione delle persone. Mi riferisco alle restrizioni che riguardano i passeggeri in arrivo e alle quarantene. Sostituire queste misure, che a nostro avviso ci sembrano anche essere non necessariamente efficaci, con misure che incrementino invece il livello di controllo, ci pare la strada migliore da percorrere. Ad esempio, test in partenza a tutti i passeggeri che danno però modo ai viaggiatori che risultano negativi di potersi godere liberamente la propria esperienza di viaggio. Di riscontri in questo senso ne abbiamo già avuti dagli stessi passeggeri con l’avvio della sperimentazione di voli Covid tested lanciati da Alitalia sulla tratta Roma-Milano-Roma. Oggi viaggiare in aereo è già sicuro. Pertanto – ha detto ancora – con questi protocolli i passeggeri acquisirebbero la libertà di viaggiare, di movimentarsi. Oggi un americano che volesse trascorrere un periodo di due settimane di vacanza a Roma, potrebbe anche farlo perché un volo c’è, ma non lo farà mai perché al momento di mettere piede nella capitale, dovrebbe poi stare quattordici giorni in quarantena”.

Anche secondo il vicepresidente di Sea Andrea Tucci, “i tamponi rapidi sono un primo passo per rimuovere alcune delle restrizioni che gravano sul trasporto aereo internazionale”. “Non sono riconosciuti – ha spiegato – ma aiutano a fare una fase di screening per stabilire tra i vari Governi un protocollo che possa alleviare le restrizioni, tra cui la quarantena”. A suo avviso sono quindi uno strumento per “il rilancio del lungo raggio”. “Ci stiamo impegnando per essere pronti logisticamente a trovare una soluzione – ha concluso – perché saranno necessari accordi a livello internazionale tra i Paesi per adottare questi protocolli”.

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