Turismo religioso in buona salute ma manca sinergia

Il turismo religioso gode di buona salute ed ha ottime prospettive di crescita ma in Italia è ancora troppo frammentato e non riesce ancora a decollare. Un vero peccato, visto che nel mondo i turisti religiosi sono tra i 300 e i 330 milioni l'anno, appartenenti a tutte le religioni. Lo scorso anno in Italia, sono stati 3,6 milioni tra italiani e stranieri, circa il 48% dei quali stranieri. Molti di più erano stati nel 2011: Unioncamere-Isnart ne aveva calcolati 5,6 milioni di cui 3,3 milioni stranieri.
"I numeri dipendono molto – ha spiegato Flavia Coccia, coordinatore della Struttura di missione per il rilancio dell'immagine dell'Italia, nel corso della presentazione di "Io cammino in Italia", uno studio per la valorizzazione delle vie Francigene in Italia – dalle iniziative e dagli eventi che si presentano e vengono promossi ogni anno; per questo le presenze turistiche di pellegrini nel 2013 saranno numerosissime, ma i dati ufficiali si sapranno solo tra alcune settimane".
Un comparto dunque che soffre per l'eccessiva frammentazione come ha ribadito mons. Liberio Andreatta, vicepresidente dell'Opera Romana Pellegrinaggi e direttore dell'Ufficio dei Beni Culturali e dell'arte sacra del Vicariato di Roma. "Serve maggiore coordinamento – ha osservato – i soldi vengono spesi tanto e male, basta vedere le fiere, dove espongono Province, Comuni, Regioni ed Enit ma poi sono i tour operator stranieri a vendere la destinazione Italia come tappa di un tour europeo. E' vero che le Regioni hanno la competenza esclusiva in materia di turismo, ma se non c'è nessuno che coordina la materia non si va da nessuna parte. L'Opera Romana Pellegrinaggi invece è testimonianza di chi parla poco e fa molto. Siamo stati i primi a crederci negli anni ‘70 ed a proporre il cammino di Santiago di Compostela".
Secondo la ricerca, circa la metà dei turisti che visita i luoghi religiosi ha un interesse prevalentemente culturale, mentre il 20% è costituito da turisti mossi da interessi di tipo soprattutto religioso. Infine, il mercato italiano è costituito soprattutto da generazioni adulte (51-65 anni) e anziane (over 65) con scolarizzazione medio-bassa e appartenente a fasce economiche meno abbienti.

 

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