Ue conferma: tampone obbligatorio per chi parte dalla Cina

L’Ue impone l’obbligo del tempone a chi parte dalla Cina, da ripetersi poi all’arrivo. Il meccanismo integrato europeo di risposta alle crisi (Ipcr), dopo una riunione fiume di oltre sei ore, ha annunciato che gli Stati membri dell’Ue sono “fortemente incoraggiati” a introdurre il requisito di un test negativo fatto 48 ore prima della partenza.
A nulla sono valse le proteste di Pechino. “Prendiamo le misure che riteniamo giustificate in linea con l’evoluzione della situazione in Cina. Si basano sulle discussioni tra i nostri esperti e scienziati”, ha replicato la portavoce della Commissione Dana Spinant. La cautela dell’Occidente, con misure già annunciate sugli arrivi dalla Cina da Usa e, tra i primi, dall’Italia, sembra supportata dalla valutazione dell’organizzazione mondiale della sanità: le statistiche ufficiali cinesi, ha affermato l’Oms, non sono al passo con la ripresa dell’epidemia nel Paese. “Riteniamo che le cifre attualmente pubblicate dalla Cina sotto-rappresentino il reale impatto della malattia in termini di ricoveri ospedalieri, ricoveri in terapia intensiva e soprattutto in termini di decessi”, ha affermato il responsabile dell’Oms per la gestione delle emergenze sanitarie Michael Ryan.
Nel tentativo di offrire aiuto contro il picco di contagi in corso in Cina in scia alle riaperture, l’Ue si è anche offerta di donare al Paese vaccini adattati alle varianti. Il ministero degli Esteri cinese ha però replicato di non aver bisogno dei vaccini europei rivendicando il rafforzamento dell’efficacia delle dosi nazionali. Il timore principale dell’Ue circa un’impennata di contagi in Cina è che possa essere di incubazione per l’insorgenza di nuove varianti. Ieri il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (Ecdc) ha comunque affermato di non prevedere che l’ondata di casi Covid in Cina influirà sulla situazione epidemiologica del Covid-19 nell’Unione e che le varianti che circolano in Cina sono già in circolazione nell’Ue.

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