Uragano su Acapulco, da paradiso a caos totale

Ancora bloccati in città migliaia di turisti, la maggior parte sono messicani

Ancora fino a una settimana fa era un paradiso di spiaggia e sole, una delle destinazioni simbolo del Messico. Oggi è una città sommersa dal caos e dalla desolazione, isolata dal resto del paese e assediata da alluvioni e saccheggi, con migliaia di turisti disperati, decisi a fuggire quanto prima possibile: Acapulco, la località più nota della costa pacifica messicana, è stata duramente colpita dal passaggio della tempesta Manuel. E con lei i circa 40 mila turisti sorpresi in città dalla tempesta tropicale.   
Lo scorso fine settimana, in Messico è stato un ‘ponte' festivo, a cavallo della Festa dell'Indipendenza di lunedì, e negli ultimi anni Acapulco – meta del turismo glamour della California negli anni '50 – è diventata anzitutto una località visitata dai messicani: specialmente dai residenti nella capitale federale, 450 km a nordest della costa pacifica. La furia di Manuel, però, ha causato almeno una ventina di frane sull'"Autostrada del Sole" che porta da Città del Messico al centro turistico, rendendola inagibile almeno fino a venerdì, e le alluvioni hanno paralizzato l'aeroporto locale, allagando il terminale di passeggeri e isolando la torre di controllo.   
Il governo e alcune compagnie aeree hanno organizzato un ponte aereo di emergenza per evacuare i turisti rimasti intrappolati dalla tempesta, ma le operazione procedono a rilento e finora solo in 4 mila sono riusciti a partire. Per quelli rimasti bloccati ad Acapulco, così come per i residenti -circa un milione, sull'intera zona metropolitana- la situazione è per lo meno precaria: la distribuzione di acqua potabile ed elettricità è sospesa in vari quartieri e perfino in lussuosi resort turistici il cibo è stato razionato.

 

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