Turismo termale in crisi in Italia, ma nel mondo crescono introiti e turisti

Anche nel 2013 nel comparto termale italiano è proseguita la fase recessiva iniziata nel 2012 e aggravata dalla situazione economica. E’ quanto emerge dall’Area Research & IR di Banca Mps. Eppure secondo il Unwto, lo scorso anno il turismo internazionale ha registrato un incremento di introiti, 3.200 mld di dollari (+5%), e di arrivi che toccano quota 1,087 mld (+5%). E il turismo del benessere incide, spa comprese, per il 14% con un valore stimato di circa 439 mld di dollari, dietro solo a quello culturale (800 mld), con una crescita prevista in media del 9,9% l’anno per i prossimi cinque anni.    

L’Europa, secondo lo studio, si conferma come l’area che ha attratto il maggior numero di turisti (563,8 mln), seguita da Asia (248,7 mln), Americhe (168,2 mln), Africa (55,9 mln) e Medio Oriente (50,8 mln). Oltre la metà della crescita nel turismo del benessere fino al 2017 sarà generata da Asia, America Latina e Medio Oriente (+20% annuo).

Europa e Nord America guidano il turismo benessere internazionale outgoing, con cinque Paesi (Stati Uniti, Germania, Giappone, Francia e Austria) che nel 2013 rappresentano il 63% del mercato globale. Tra le nuove tendenze vi è quella della “vacanza salutare”, all’insegna della cura e bellezza del proprio corpo. Il turismo termale è una componente fondamentale del turismo del benessere (41% del mercato globale). Ma in Italia il 2012 è stato l’anno della crisi: oltre il 55% di arrivi e presenze sono di italiani anche se crescono gli stranieri che scelgono qualche giorno ‘alle terme’. Le potenzialità per migliorare ci sono ma, secondo lo studio, con l’incognita del mondo delle spa o beauty farm che potrebbero erodere il mercato.

 

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