Isola di Pasqua in fiamme, danneggiati i Moai

Un incendio ha devastato l’isola di Pasqua, danneggiando diversi moai, le emblematiche teste scolpite dagli indigeni Rapa Nui. Le agenzie ambientali e culturali parlano di danni irreparabili al patrimonio, che rischiano di mettere in crisi il territorio parte del Cile proprio mentre cercava di risollevare il turismo con la prima riapertura dopo il Covid. “L’incendio è al 99,9% doloso”, ha denunciato il sindaco di Rapa Nui, Pedro Edmunds Paoa. La forza del vento nella zona ha rapidamente diffuso le fiamme, fino a incenerire 100 ettari dell’isola, colpendo gravemente la zona del cratere del vulcano Rano Raraku, dove si trovano circa 400 moai e la cava della pietra con cui venivano realizzate le statue. Inoltre, le fiamme hanno avuto “un impatto negativo sulla biodiversità dell’isola e potrebbero aver messo a rischio alcune specie autoctone della regione”, fanno sapere le autorità.
Il direttore della comunità Ma’u Henua, Ariki Tepano, responsabile del parco nazionale patrimonio Unesco, ha definito l’incendio “irreparabile e con conseguenze che vanno al di là di ciò che gli occhi possono vedere”. I moai “sono completamente carbonizzati”, ha lamentato. I monoliti sono simbolo di una storia unica e colonne portanti per il turismo, settore chiave per l’isola che ha riaperto i battenti appena tre mesi fa dopo la lunga chiusura per la pandemia. Ora il sito è stato nuovamente chiuso e il sindaco Edmunds si è scagliato contro il governo del presidente Gabriel Boric, accusandolo di aver “abbandonato” l’isola a se stessa.

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